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Morte a Venezia, è il primo pensiero che viene alla mente, legando la notizia alla scomparsa in questi giorni di Emilio Vedova. Anche se Pontus Hulten, grande storico dell’arte e critico scomparso venerdì 27 ottobre a Parigi a 82 anni, nel quasi totale silenzio dei media, alla laguna era legato solo da ragioni professionali, avendo diretto dal 1985 Palazzo Grassi. Ma forse l’associazione viene favorita anche dall’omaggio che quest’estate l’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti gli ha voluto rendere con una mostra a Palazzo Franchetti dedicata alla sua collezione. Nato a Stoccolma nel 1924, Hulten, dopo aver fatto il curatore per una piccola galleria d’arte, nel 1960 viene chiamato a dirigere il giovane Moderna Museet, dove organizza mostre storiche come quelle dedicate a Van Gogh, Klee, Magritte, Pollock e Kandinsky. Nel 1974 passa a dirigere a Parigi il Centre Pompidou, dove rimane fino al 1981, per poi lavorare al Museum of Contemporary Art di Los Angeles, a Palazzo Grassi a Venezia – memorabili le mostre da lui curate, da Futurismo e Futurismi nel 1986 ad Arte italiana. Presenze 1900-1945 nel 1989 – e al Museo Jean Tinguely a Basilea, in Svizzera. Avido collezionista, lo scorso anno Hulten aveva donato la sua raccolta privata di oltre settecento opere al Moderna Museet.
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Pontus Hulten. Artisti da una collezione – Venezia, Palazzo Franchetti
Pontus Hulten filmmaker
[exibart]







