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La trovata (per la verità non del tutto inedita…) è del writer partenopeo Iabo, il quale, “arruolato” nella collettiva A3, panoramica sulla visual street art made in Italy, dà il benvenuto ai visitatori della napoletana Notgallery con un colorata installazione di Exibart.onpaper dalle copertine “contraffatte” e manipolate nella didascalia, corredata da una bella pila di riviste lasciate con nonchalance sul pavimento. Che il giovane “graffitaro” si stia larvatamente candidando per una futura cover d’artista? (a. p .)
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Fino al 15 gennaio 2007
NOTGallery – Piazza Trieste e Trento 48 – Napoli
Info: 0810607028 – info@notgallery.com
Web: www.notgallery.com
[exibart]










Zak Manzi fa scuola!
prima di fare scuola si dia da fare che nn serve piu a nulla il caro manzi!
tanto il giochetto copia rivista c’e’ da molto prima di lui!
zak smettila di scriverti da solo le memorie!che tristezza
bhe il caro graffittaro Iabo tenta tutti i metodi per farsi notare da chiunque e dovunque . Questa poi !!!
almeno nei lavori di Zak Manzi c’era contenuto …. quì boo ?
Ma perchè continuate a sottolineare e a cercare l’ originalità…è il modo che fa la differenza… ZAK è andato…IABO a mio parere insieme a qualcun altro è sicuramente una delle grandi promesse Napoletane e non solo…a proposito vuoi vedere che presto vedremo una doppia personale di entrambi al PAN oppure al MADRE? ZAK MANZIvsIABO? chi sà?
personalmente preferisco zak. il lavoro si insinua con intelligenza, e poi non è un figlio di papà come iabo.
iabo figlio di papà???? certo, certo, certo…
siete ridicoli… non è detto che un ragazzo cresciuto in una famiglia più o meno agiata non possa essere intelligente e creativo. nascere in una famiglia che ti dà la possibilità di mangiare, studiare e viaggiare è forse una colpa? vogliamo abbandonare il cliché dell’artista maledetto, per favore? non è che c’è un pochino pochino d’invidia?
Invidia per cosa, per il fatto di essere nati in una famiglia bene? No grazie. E’ più bello se la vita te la costruisci da solo, palmo a palmo.
Gli artisti maledetti di cui parli sono proprio i figli di papà, che in età giovanile rinnegano la famiglia (si fa per dire), per fare qualche esperienza in piena libertà.
Poi, quando si sono annoiati chiamano il papy o la mamy e rientrano nei ranghi, andando a dirigere l’attività di famiglia. Se vuoi un esempio cinematografico, goditi il divertente e amaro Ovosodo di Virzì.
Zak non mi sembra un artista maledetto, ma una persona lucida, che porta avanti con coerenza il suo discorso.
Ma a voi non va bene, voi volete gli esseri scintillanti da Hit Parade, quelli sempre al top. E allora riscaldatevi pure al fuoco di paglia di iabo, ne riaparleremo poi.
Io penso che il lavoro di iabo non può essere paragonato a quello di zak c’è una certa divergenza, ci sono intenzioni, tempi e soprattutto età diverse, comunque entrambi agiscono con intelligenza e astuzia e meritano soltanto rispetto per quello che fanno, poi non mi sembra il caso di discutere su questioni infondate non ha nessun senso.
Ora attendo di vedere una personale di iabo, e perchè no anche una di Zak manzi, a quando? ma poi che fine ha fatto Zak? cosa sta facendo? mica ora lavora per Flash art? no?
Due sono le cose: o non avete capito il lavoro di Iabo oppure non avete capito quello di Manzi!
Il fatto che entrambi abbiano manipolato una rivista non li pone sulla stessa linea di ricerca!Il lavoro di Iabo deve essere inserito nel contesto della street art e si pone come superamento del writing puro, tentando e riuscendo a creare una contaminazione, su molteplici livelli, tra l’azione di appropriazione “illegale” di spazi di espressione dei writers e quella “legale” consentita dai circuiti classici di diffusione del linguaggio artistico.
Se proprio siete alla ricerca di confronti non fermatevi alla superficie ma andate più indietro nel tempo..ritroverete un’affinità con la poesia visiva degli anni ’60. E qui non si tratta di plagio, bensì di attualizzazione di un riferimento storico ben più profondo e complesso.
quante storie… vi ha mai sfiorato il dubbio che potrebbero essere bravi entrambi?
Anche se il lavoro di Iabo non mi ha entusiasmato più di tanto(dico ciò perchè conosco il suo modo di lavorare e so che avrebbe potuto fare qualcosina di più interessante, ma va bene lo stesso) penso che il commento di Mara sia l’unico che cerca di avvicinarsi a tematiche che probabilmente Iabo ha voluto affrontare… e soprattutto sembra che sia l’unica che ha evitato un confronto (assolutamente privo di senso) tra Iabo e Zak Manzi…
Comunque……
+DADAVS+
..un confronto assolutamente privo di senso..è vero!Volevo solo far presente ai diretti interessati che la rivista d’arte come medium installativo non è una novità di Iabo..questo è certo…ma neanche del polemico Zak Manzi!Basti ricordare la piramide gerarchica di Cattelan datata 1990!…è solo un medium!…sono tre opere distinte ed oggettivamente interessanti nella loro unicità…poi se alla valutazione si aggiungono invidie ed antipatie…potremmo parlarne per mesi!!!
I miei più sinceri complimenti alla Napoletana NOTgallery, e alla sua scuderia di Artisti, AUGURI!
e perché no? Le vie del Signore sono infinite…