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“Huber dovrebbe essere escluso da Art Basel, non voglio dividere una fiera d’arte con un simile imbroglione e opportunista”. Questo – stando al New York Sun – avrebbe dichiarato il gallerista newyorkese David Zwirner (in questo momento il dealer forse più influente in assoluto nella Grande Mela), riferendosi al collega svizzero Pierre Huber, titolare della galleria Art&Public di Ginevra, coinvolto fra l’altro nell’organizzazione a Shanghai, insieme alla bolognese Artefiera, della nuova fiera ShContemporary, che debutterà quest’anno. Il motivo di tanto risentimento? Sarebbe una grave scorrettezza, legata alla vendita all’asta da Christie’s di 74 opere della collezione Huber. Che avrebbe fruttato quasi 17 milioni di dollari, facendo registrare record per artisti come On Kawara, Jim Shaw, Paul McCarthy, Albert Oehlen. Con opere che però Huber avrebbe acquisito dagli artisti a prezzi vantaggiosissimi, con l’impegno che sarebbero andate esposte in un museo che egli stava creando. Ovvia ora l’indignazione di tutti gli artisti raggirati. “Pierre Huber mi ha mentito”, avrebbe dichiarato al quotidiano Mike Kelley, la cui installazione Test Room Containing Multiple Stimuli Known To Elicit Curiosity and Manipulatory Responses, del 1999, è stata venduta per oltre un milione di dollari. “Ha avuto questo grandissimo lavoro per un prezzo di poco superiore ai costi di produzione, sulla base della sua promessa che sarebbe andato ad un’istituzione pubblica”.
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[exibart]














elementare… watson
chi ricorda i pensieri donald judd sul nostro
panza di biumo…..
UN GRANDE SQUALO CHE SI MANGIA DEI “PICCOLI BARRACUDA”.
CHE AFFRONTO AL SISTEMA PRECOSTITUITO DELL’ARTE CONTEMPORANEA!!!!!!
IPOCRITI DI M…A!!!!!!!!!!
Fidarsi delle parole in questo mondo è da sprovveduti, bisogna muoversi sempre all’interno di contratti a mio parere.
….i soliti devoti servitori che si ribellano ad i loro signori. Avvisiamo “i ragazzi” che la rivoluzione oggi è fuori moda. Grandi artisti con piccoli cervelli.