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Si chiama “Tutte le strade… raccontano Roma” ed è il nome di un memorandum d’intesa firmato lo scorso martedì 3 aprile nelle sale dei Musei Capitolini tra il Campidoglio (nella persona dell’assessore alla cultura Silvio di Francia) e la Farnesina, personificata dal direttore generale per la Cooperazione Culturale Gherardo La Francesca.
L’accordo prevede una comunione di intenti tra Comune di Roma e Ministero degli Affari Esteri per promuovere, esportare, far circuitare all’estero una serie di mostre d’arte. Una formalizzazione di quanto spesso già fatto in maniera sfilacciata e non sistematica.
Al di là della tipologia di accordo, sicuramente indovinata, sfugge quale possa essere il vantaggio per il Comune di Roma di esportare mostre di sconcertante banalità (“Le Chiese di Roma”, “La pittura e il Tevere”, “Roma attraverso la fotografia dal 1850 a oggi” e così via) proprio in un momento in cui la città -era ora- ha iniziato ad intercettare copiosi flussi di turismo di qualità, attento all’avanguardia, all’innovazione, all’hotellerie di qualità, all’architettura griffata. Insomma nello stesso momento in cui la Capitale svecchia alla grande la sua immagine costruendo musei d’arte contemporanea, edificando edifici di qualità, aprendo dozzine di gallerie d’arte, proponendo progetti urbanistici portentosi, proprio in questo momento si decide di esportare presso il pubblico internazionale (Istanbul, Colonia, Copenaghen, Europa dell’Est, Nord Africa…) i famosi acquarelli della ‘Roma Sparita’ di Ettore Roesler Franz. Con tutto il rispetto per l’eccellente pittore ottocentesco che immortalò gli scorci della città prima dei grandi sventramenti di fine XIX secolo.
Sfugge, infine, il tornaconto del Ministero degli Affari Esteri, ed in particolare della direzione per la Promozione e la Cooperazione Culturale che, proprio sotto il ‘regno’ di Gherardo La Francesca stava proponendo iniziative di ben altro approccio.
[exibart]














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