05 aprile 2007

Punta della Dogana, per la gestione del gioiello veneziano resta in campo solo Palazzo Grassi

 

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Francois PinaultIl comunicato stampa – mittente il Comune di Venezia – arriva in due versioni, in italiano e in francese. Già questo la dice lunga, sugli sviluppi della gara per l’assegnazione in gestione degli ambitissimi spazi di Punta della Dogana, a Venezia. Gara che vede ormai in lizza il solo Palazzo Grassi, ovvero la cordata condotta da Francois Pinault, e che fin dall’inizio ha potuto godere dell’appoggio dell’amministrazione comunale, a fronte della Regione Veneto, schierata con la Guggenheim Collection. La negoziazione per l’attivazione di un Centro d’arte contemporanea nel complesso di Punta della Dogana – recita il documento – proseguirà con Palazzo Grassi, che ha fornito tutti gli elementi indefettibili richiesti dalla lettera di invito, mentre la Fondazione Guggenheim ha presentato una offerta mancante di uno degli elementi essenziali (l’elenco delle opere destinate alla collezione permanente) ed è stata perciò esclusa dalla procedura negoziale. Palazzo Grassi, nello specifico, ha allegato alla sua offerta – nell’ambito di un progetto affidato al giapponese Tadao Ando – un elenco di 141 opere d’arte destinate a costituire la dotazione permanente del Centro d’arte per la durata trentennale. La Commissione proseguirà ora la negoziazione con Palazzo Grassi, per concordare il progetto complessivo da sottoporre all’approvazione della Giunta.

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[exibart]

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