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Dopo gli importanti appuntamenti con Studio Azzurro e con il filosofo Sergio Givone, il Komaba Museum di Tokyo punta i riflettori sulla scena emergente dell’arte contemporanea italiana presentando un’installazione del giovane artista fiorentino Marco Mazzi. L’esordio dell’artista avviene nell’ambito della iniziativa di Quarter Relocated Out of Court – In amicizia, e della collettiva Goodmorningbabilonia presso gli spazi della Galleria Marella di Beijing. Il progetto installativo dell’artista – dal titolo Totem and taboo – è composto da un dittico fotografico abbinato alla proiezione su grande schermo di quattro diapositive che rivelano, nello spazio buio, la deflagrazione di uno specchio d’acqua colpito da un solido. Installato in prossimità di una riproduzione a grandezza naturale del Grande Vetro di Duchamp, appartenente alla collezione del museo, lo schermo proietta un riflesso sull’opera del maestro francese. L’evento – a cura di Hideyuki Doi – si iscrive nell’ambito della rassegna Piazza Italia promossa dal Komaba Museum e dal progetto Primavera Italiana. Sono previsti anche due incontri incontro con l’artista, presso lo stesso Komaba Museum e, il 23 Aprile, presso l’Università di Waseda di Tokyo.
Inaugurazione: sabato 14 Aprile 2007 – ore 18.00
Dal 14 Aprile al 17 giugno 2007
Tokyo University Museum of Komaba
3-8-1 Komaba Meguro-Ku, 153-8902 – Tokyo (Giappone)
Orari: 10.00 – 18.00
Info: 0081-0354546139
[exibart]














ma ancora si parla di questa caz… di quarter???!!!!
pero’, mica male il mazzi… attenti raga che questo poi se lo fregano i jappi!
No no, ho visto che è in mostra pure a firenze il mazzi a maggio
E poi si dice che gli artisti italiani all’estero non li caga nessuno! e bravo mazzi, finalmente un po’ di idee!
si, purtroppo, si dice spesso che gli artisti italiani all’estero “non li caga nessuno”, come scrivi tu caro amico… non per contraddirti, ma in gran parte e’ vero. Anche se casi fortuiti (e fortunati?…) come quello di Mazzi ci fanno tirare un sospiro di sollievo, resta il fatto che c’e’ ancora tantissimo da fare per dare ai nostri giovani artisti una buona visibilita’ all’estero… Insomma, ci auguriamo che questo non debba rimanere un caso isolato… Complimenti comunque al museo di Tokio per aver puntato su un nostro giovane, e complimenti a Mazzi per il suo entusiasmo e le sue idee…
allora caro massimiliano, mi sa proprio che non ci siamo capiti… tu dici che quello di mazzi e’ un caso isolato e fortuito… mi verrebbe da dire: fino a un certo punto… marco mazzi non e’ mica l’unico giovane che espone all’estero, mi sembra!!!!???? non so se ti dicono nulla sissi, chiasera, il trevisani e tanti altri piu’ o meno noti… del resto massimiliano che ti aspetti? di vedere tutta via farini o tutto il GAI al MOMA???? quello che volevo dire e’ che all’estero gli artisti italiani se sono bravi hanno opportunita’ eccome!!! – ripeto – se sono bravi… quindi non ce la devono menare troppo con questa storia che i nostri artisti non li caga nessuno all’estero!!! basta e’ un luogo comune!!!!!! guarda che e’ successo in passato… prendiamo le ultime 3 generazioni, tipo quella di merz, paolini, boetti, ecc. hanno esposto in tutto il mondo, cazzo,li conoscono dappertutto!!!! poi c’e’ stata la generazione di cattelan, della beecroft, della toderi, della torelli, di cecchini… insomma questi di mostre all’estero ne hanno fatte, se non sbaglio?????!!! ora ci sono i giovani nati nella seconda meta’ degli anni settanta e primi ottanta, e qualcuno all’estero si comincia a vedere no???? allora bassta, non ci rompete!!!! chi ci sa fare viaggia oggi come ieri, chi non ci sa fare sta a casa oggi come ieri!!!!! that’s the way it is!!!!
La situazione, credimi, e’ molto piu’ complessa e problematica… ma se ti fa comodo credere che il problema della visibilita’ all’estero per i giovani italiani non esiste e che sia tutta una favola, ben venga…