23 maggio 2007

L’ultima di Oliviero Toscani? Il concorso per la toilette d’autore…

 

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Il concorso è riservato agli studenti delle facoltà e scuole di Architettura, Ingegneria, Arte e Design. Oggetto? La toilette d’autore, ovvero – ingentilito come nel titolo dato all’iniziativa – The Dream Toilet. Nessuno si stupirà nell’apprendere che dietro all’inconsueto progetto c’è la mente visionaria ed anticonformista di Oliviero Toscani. Che l’ha promosso come parte del progetto di comunicazione per Sebach, azienda leader nel settore del noleggio dei bagni chimici. I partecipanti dovranno presentare un progetto di design che individui una nuova forma e una nuova immagine per la cabina del bagno chimico mobile Sebach, fornendo nuove idee per futuri restylings della cabina, comunicando la contemporaneità del marchio Sebach e tenendo conto delle esigenze estetiche, igieniche e di confort dei vari tipi di utenza. Dopo una prima selezione la giuria – presieduta dallo stesso Toscani e composta da Flavio Albanese, Edoardo Bennato, Marta Dainelli, Philippe Daverio, Michele De Lucchi, Fiorello, Elio Fiorucci, Pietro Carlo Pellegrini e Vittorio Sgarbi – sceglierà un vincitore, un secondo e un terzo classificato seguendo criteri di design e di fattibilità produttiva, con un montepremi di 10mila euro.

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Bando di Concorso e info su tempi e modalità: www.lasterpaia.itwww.sebach.it

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13 Commenti

  1. A me sembra una proposta molto interessante e necessaria: in Italia non esiste più un gabinetto pubblico.
    Che la campagna sia stata affidata a Toscani lo trovo positivo: è un pubblicitario professionista di livello internazionale e un bel comunicatore (a parte che possa essere simpatico o meno).
    Forza giovani anche questo è un progetto ! e importante !
    Anche se gli euro sono pochi per un progetto tecnologicamente impegnativo, da cosa può nascere cosa.

  2. …..i ph.on l’hanno già fatto un w.c. d’autore per il museo napoleonico!!!!!!
    sveglia e……..un pò di fantasia per cortesia.

  3. “PER LA TOILETTE D’AUTORE”,Per cortesia non fate citazioni a casaccio. Che c’entra Marcel DUCHAMP? Più tosto poveri studenti che vanno a fare progetti per essere valutati con una commissione qualunque (a parte il prof. Vittorio Sgarbi e l’artista-fotografo Oliviero Toscani), che ci “azzeccano” invece gli altri?
    Un cantante,un’animatore, ecc.!??
    Chi vuol sostenere la cosa? Me lo dica.Lo chiedo anche ai promotori. Tanto per capire. Grazie.Vittorio Del Piano. 24-5-07, h.28:27.
    P.S.Comunque seguirò la cosa, ma mi puzza un pò di “strana pubblicità”.

  4. senti che parla di citazioni a casaccio… e di commissioni inadeguate… mi domando come fosse la commissione del suo esame di quinta elementare visti tutti gli errori di ortografia e grammatica che è riuscito ad infilare nel suo messaggio

  5. Bella iniziativa. artiSTICA, ecologiSTICA, ambientaliSTICA…. volendo anche archeologiSTICA. eh già, perchè non dimentichiamoci che una cosa del genere l’aveva pensata l’imperatore romano Vespasiano, rimasto nella memoria collettiva proprio per il merito d’aver inventato -e non era nè architetto, nè ingegnere, nè artista progettista designer- quell’utilissimo e civilissimo strumento segno di progresso civile, certo per la sua epoca… Un premio in denaro, una commissione non proprio ad hoc -secondo il mio modestissimo parere, il povero Duchamp che poco c’entra con la filosofia di questa operazione… una piccola osservazione: perchè nella commissione esaminatrice non ci hanno messo anche un cane da tartufo? con il sensibilissimo fiuto che l’animale si ritrova, sarebbe stato davvero UTILE per valutare il grado di compatibilità olfattiva dell’OPERA ARTISTICA con l’ABIENTE URBANO, e magari per un COLLAUDO-HAPPENING…!!!

  6. A proposito della “nota” sulla TOILETTE D’AUTORE del sottoscritto sono costretto a tornare sulla “notizia” che “puzza di “strana pubblicità”… Ora nche questa della Berti Maria Vittoria…Come l’azzecca quella libertà di “critica” sua? A “vista”? Ha perso l’oggetto del concorso – non soffermandosi sul fatto del “tema”. E’ stata bravissima a “criticare” la mia apostrof’azione sfuggita non dalla penna ma…dalla mia “tastiera” e dalla errata “digitazione” su di essa “S.V.”(S u p e r V e l o c e),non quanto il mio pensiero…. Ha ragione da vendere, l’errore o gli orrori scappano e ci sono,rileggendo ora < > – errata corrige – e chiedo scusa. Però tre cose aggiungo: 1)La propongo nella seduta di quella commissione, si faccia inserire dai promo tori. 2)Io amo prima l’Arte-Pura e non il Kitsch.3)Ho un gran difetto:non rileggo mai ciò che scrivo al p.c., per mancan
    za di termpo.

  7. Siamo sicuri che “più tosto” e “un’animatore” siano errori di digitazione?? Pare difficile credere che gli apostrofi, situati in alto a destra nella tastiera, crollino improvvisamente tra la “n” e la “a”, così come la barra spaziatrice che bisogna proprio andarla a cercare tra la “u” accentata e la “t”.
    Il fatto è che per commentare cultura bisognerebbe almeno averne un po’… tutto qua… questo era il senso del mio precedente messaggio

  8. SCACCO MATTO ALLA “B.M.V.” PER LA COMMISSIONE ESAMINATRICE DELLA 2TOILETTE D’AUTORE”.
    Ritorniamoci ancora su…Sulla notizia della “Toilette d’autore”…E’ vero – la nostra “B.M.V.” critico d’arte…ancora non si è espressa sulla “Toilette d’autore”… – ha ancora ragione:< >…
    Ma guarda un pò…ma guarda un pò…Però con quella cultura che abbiamo, amiamo l’Arte-Pura e non il Kitsch… Questo è il concetto della nostra critica alla “formata commissione” della “Toilette d’autore”, il “senso” della sua nota è altra cosa…Ha ragione a non credere agli apostrofi volanti…Tra la “n”, la “a”, la “u” e la “t”…Il fatto è che per commentare concetti culturali artistici bisognerebbe almeno averne un pò…Di cultura e pratica artistica. E concludiamo qua, dando “scacco matto”…

  9. A VITTORIA E A VITTORIO.
    Ma insomma, vorrei che mi spiegaste il criptico significato della vostra polemica, signori. Siete partiti da un’idea da esprimere, e state per arrivare alle mani… vi pare degno del vostro dichiararvi paladini della cultura? ma di quale cultura? Forse quella del nostro tempo, quella incentrata sulla sterile polemica che inevitabilmente si aggrappa al turpiloquio e alle offese personali, altrimenti non fa audience. No grazie, ne sono già pieni tutti i media. La cultura dovrebbe portare l’individuo alla elevazione di sé, alla comprensione profonda del mondo, alla tolleranza non intesa come sopportazione, ma come accettazione convinta della diversità, in tutte le sue forme… La cultura dovrebbe aprile le menti, e non richiuderle su se stesse con un doppio nodo narcisistico di autocelebrazione. Può davvero un apostrofo condurre al sangue? Voi mi state dando una triste risposta affermativa. Perdiamo di vista la sostanza dei dibattiti rimanendo a galla sulla forma, sull’apparenza che DEVE essere perfetta, senza errori, quasi fosse essa il fine ultimo del nostro aprire bocca (o digitare una tastiera). Peggio ancora: chi non è all’altezza non si permetta di esprimere giudizio… e chi stabilisce chi può e chi non può? Siamo in Italia? Vige la libertà di pensiero e di parola? Ne siamo tutti convinti?? Personalmente preferisco inciampare in un apostrofo che mi catturi su un’idea, piuttosto che scorrere un manuale di ortografia che non mi comunichi nulla. A salire in cattedra siamo tutti bravi. Ma solo pochi sanno scendervi senza farsi male.

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