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Era “il fustigatore” per antonomasia, e l’obbiettivo preferito dei suoi strali erano i restauri, preferibilmente quelli condotti in Italia, che invariabilmente dovevano passare l’esame della sua appuntita penna, su posizioni a volte estreme, ma sempre molto lucide e chiare. James Beck, docente di storia dell’arte presso la Columbia University di New York e fondatore negli anni Novanta di Artwatch International, associazione impegnata nella tutela del patrimonio artistico, è morto nei giorni scorsi a New York, città dove era nato 77 anni fa. Famose le sue reprimende agli interventi al monumento funebre di Ilaria del Carretto, nella Basilica di San Martino a Lucca, alla fiorentina Cappella Brancacci, alla Cappella degli Scrovegni a Padova, al David di Michelangelo. Tuttavia il nome di James Beck divenne noto ai più a seguito dello spettacolare restauro della Cappella Sistina, quando con le critiche all’intervento a suo giudizio eccessivo sul capolavoro michelangiolesco si mise quasi alla testa di un “partito”, deciso a riscrivere alle basi le modalità di approccio conservativo. Saggista prolifico e molto seguito, aveva contribuito anche alla redazione della Carta dei Diritti delle Opere d’arte a difesa del patrimonio artistico internazionale.
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[exibart]









