-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Una struttura templare probabilmente di tipo dorico-ionico, con uno scavo di cinquanta metri per venti, che fa pensare ad una parte di un più ampio sito archeologico, una scoperta giudicata estremamente importante, vista la rarità degli edifici conservati in epoca Brettea, soprattutto sacri. È quella effettuata a Torre Melissa, in provincia di Crotone, dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Cosenza, dopo indagini su una società edile che stava realizzando un complesso turistico-residenziale, gettando le fondamenta sui resti di una testimonianza della civiltà magnogreca, casualmente rinvenuta nel corso degli scavi di cantiere, rimuovendo decine di reperti archeologici rinvenuti. Dopo lunghi servizi di controllo sono stati individuati in un villaggio turistico oltre cinquanta reperti di varia natura – colonne, capitelli, mosaici e frammenti vari – risalenti al IV – III secolo A.C., che sono stati successivamente sottoposti a sequestro. I militari, unitamente agli archeologi della Soprintendenza Archeologica della Calabria, hanno rinvenuto nel sito archeologico anche frammenti di ceramica dipinta, e, nelle adiacenze, una discarica nella quale cospicuo materiale lapideo, anche di grandi dimensioni, era stato depositato dopo lo scavo, per essere successivamente utilizzato in altri contesti. Altri elementi rinvenuti – rocchi di colonna scanalata di tipo dorico, porzioni combacianti di grande base ionica di colonna scanalata, gruppo di blocchi squadrati di varie dimensioni, base angolare e capitello di lesena, due frammenti di fregio dorico a metope cieche e triglifi, frammenti di ceramica a vernice nera – fanno pensare a moduli riferibili ad un edificio monumentale, probabilmente una struttura templare, in cui a elementi stilistici di stile ionico si affiancano curiosamente elementi di tradizione dorica.
[exibart]












Bella scoperta!! Forse l’impresa edilizia non sapeva d’intervenire su una delle aree più importanti del’insediamento greco arcaico in Italia meridionale o Magna Grecia?
Non avranno ricordato le interminabili pagine del sussidiario di storia elementare o le notizie dei cultori locali se si sono così improvvidamente avventati su un terreno così arceologicamente fertile.
sono felice che dalla calabria crotonese(bella terra!) riemerga l’antico splendore dei Bruzi e spero che l’attuale gente di calabria sappia tutelare quelle radici storico-culturali che sono sempre state alla base della futura crescita culturale ed economica di ogni popolo che non vuole essere colonizzato,dal primo forestiero di turno.grazie