13 luglio 2007

Milano, annullata fra le polemiche la mostra sull’omosessualità

 

di

Il sindaco Letizia MorattiI toni sempre più paradossali delle polemiche, con relative girandole di prese di posizione e repliche, hanno portato all’annullamento della mostra Arte e Omosessualità, “inaugurata” nei giorni scorsi a Milano a Palazzo della Ragione ma mai aperta al pubblico. A scatenare i primi contrasti – come si è ampiamente appreso da tutti i media – erano state due opere, una scultura di Paolo Schmidlin ed un lavoro fotografico dei Coniglioviola, in vario modo “censurate”. Il sindaco Letizia Moratti, con il placet dei gruppi consiliari della maggioranza, aveva poi comunicato la decisione di eliminare dalla mostra altre dieci opere, per i troppo espliciti riferimenti alla religione ed alla pedofilia, scatenando la sarcastica reazione dell’assessore Vittorio Sgarbi, promotore della mostra, che ha apostrofato il sindaco come “suor Letizia delle Carmelitane”. Ora la decisione degli organizzatori di annullare del tutto l’esposizione, che sara’ riproposta in un’altra citta’. In sostegno di Sgarbi sono scesi gli artisti di Coniglioviola, difendendo la correttezza della loro opera e dicendosi d’accordo con la decisione assunta.

[exibart]

34 Commenti

  1. bacheche piene di proclami vecchi, mostre bandite…quando chi soffre per davvero resta nell’ombra e il denaro pubblico va a ramengo…

  2. Precisiamo che non siamo scesi in difesa di Sgarbi la cui posizione in questa vicenda ci è sembrata a più riprese ambigua (si veda la replica alle sue prime dichiarazioni pubblicata per intero sul nostro sito e a stralci su alcuni quotidiani).
    Siamo invece finalmente d’accordo con la decisione di sospendere la mostra che – così mutilata – perdeva completamente di senso e credibilità.

  3. Sono rammaricata che la mostra su Arte ed Omosessualità sia stata annullata. Infatti questa decisione sottolinea una chiusura sia verso il mondo dell’arte che verso chi nutre sentimenti di amore e stabilisce relazioni con persone del proprio sesso. Io credo che l’inclinazione omosessuale non sia una devianza, un mascheramento o una volontaria trasgressione, penso invece che faccia parte dei casi naturali, che in epoche passate sono stati accolti nell’ambito sociale senza drammi. Talvolta la tendenza omosessuale può derivare da errori educativi, ma l’errore più grave è l’emarginazione, il rifiuto. Penso al padre di Francis Bacon che lo buttò fuori casa quando lo vide indossare abiti femminili in un’epoca in cui l’omosessualità era punita ancora con la detenzione. Perché regredire? Ela Grande

  4. Caro Vittorio Sgarbi,
    Pomodoro non vuole esporre una delle opere censurate e tu dici che è vergogna per un artista “ di non ospitare ciò che non ritiene lecito”(?!).

    Io come artista e come si faceva una volta, ho sempre “censurato” Pomodoro perché non mi è mai piaciuto. Il paradosso della tua faccenda sta che invece esprime bene il delirio di quel senso comune purtroppo diffuso oggi: tutti possono esprimersi e influire su ciò che è bello e ciò che è giusto in arte. Solo l’artista deve stare zitto.
    Se vero e se stanno cosi le cose per me non rimane che un augurio disinteressato: fai l’artista.

    Alzek Misheff

  5. ma perchè nessuno si rende più conto di cosa realmente sia un’opera d’arte? ma chi sono i coniglio viola? ma chi se ne frega di questi due quando in mostra ci sono lavori di un’importanza tale?
    difendono l’assessore sgarbi? ma certo…pur di farsi pubblicità farebbero qualsiasi cosa.
    ci sono artisti che scelti inizialmente sono stati eliminati ancor prima di inaugurare poichè l’assessore, a causa di una brutta situazione riguardante un suo collaboratore, ha ritenuto che tutti i lavori che avevano dei rimandi all’infanzia non potevano essere esposti. questo a mio avviso è ancor più vergognoso. questo sì che è grave. è grave pensare che l’arte viene ormai solo più utilizzata a scopi di interessi personali senza guardare o conoscere l’intento dell’artista.

    cordiali saluti
    antonio sereno

  6. ma quanto siamo indietro??…che schifo…a una mostra nn si possono censurare delle opere…siamo tornati su x giù al ”tribunale dell’inquisizione”???

  7. ho visto la mostra inaugurata lunedi’ 10 non ritengo, a parte la scultura di cui se ne parla tanto… cosi’ scandalosa questa e’ la realtà in cui viviamo perchè nasconderla!!!!!
    a me è piaciuta e quindi “devo” condividere il pensiero di Vittorio..

  8. Questa mostra probabilmente non era pronta , non era una collettiva ma una accozzaglia di nomi scelti senza quasi critertio , mi fà pensare che in realtà scopo della mostra era creare questo clamore + che essere vista delle persone .
    con tanta soddisfazione degli organizzatori .
    La comunicazione è stata scadente , la location sapeve di incredibile , e non è possibile che una parte di tale mostra era già dell inizio chiusa x i minorenni ! orsù orsù …. è tutta una montatura , dopotutto in italia siamo famosi per creare casi dal nulla . e annullare i veri casi …

  9. tanto i soldi spesi sono sempre quelli dei contribuenti, no?!! e anzichè andare avanti e aprire Milano alla cultura della contemporaneità si torna indietro al proibizionismo..ma dov’è finita la libertà di scelta?

  10. dire che questa sia una bella mostra è veramente coraggioso!

    pubblicità e nient’altro. peccato che non sia riuscita bene.

  11. il problema più grande è che siamo ancora a fare distinzioni tra “normalità” e “anormalità” creando un’ennesima spaccatura. omosessualità? bene, dov’è la differenza? così facendo non si fa altro che incrementare una ghettizzazione quando ormai non ce n’è più bisogno. o forse vogliamo essere così presuntuosi da considerarci superiori?
    l’arte è qualcosa di molto più grande di queste stupidaggini.
    difendere o non difendere l’assessore, prendere o non prendere posizioni, o quant’altro.
    un artista è un artista e basta. e proprio perchè artista ancor meno necessita di dimostrare la propria sessualità attraverso chiacchiere da portineria.

  12. La storia si ripete… ma chi le ha chiesto il bis?.. il cetriolo non sapendo dove andare ripercorre strade di sempre per ricongiungersi gaiamente con l’ortolano… Eh no!.. non ci sono più i Pomodori di una volta..mancano i veri finocchi (con voce frocia: “che orrore! son diventati tutti gay!”)e molti prodotti sul mercato… se l’importassimo dalla Cina?.. o Cima? (v.cima di rapa al posto della mostra)

  13. Naturalmente non è tutta colpa di Sgarbi se deve fare l’assesore al comune di Milano.
    Fa per quel che sa.
    L’equivoco-adatto per Milano Marittima e non certo per il grande capoluogo lombardo, sta dando i non sorprendenti frutti.
    Ulteriore riprova che le disattenzioni a volte si pagano molto care.

    giuliano perezzani

    sanguinetto

  14. Le tue considerazioni, caro Sereno, valgono per molti ma non per tutti. Non ci risulta di essere scesi in difesa di Vittorio Sgarbi (cui anzi abbiamo replicato sui quotidiani e dalle pagine del nostro sito in due diversi comunicati). Quella che assolutamente condividiamo è la scelta dignitosa di annullare una mostra che ormai era stata mutilata di ben dieci opere e di trasferirla in altra città più “illuminata”(!!)
    Quanto alla scelta dell’opera “Ecce Trans” (insieme al lightbox “Un pomeriggio così” rimasto in mostra) è stata compiuta dall’organizzazione stessa della mostra scartando altre nostre proposte che ben più ci rappresentavano.
    Di tutta questa pubblicità sarebbero state a nostro avviso più meritevoli ben altre nostre operazioni… ma questo è il paese in cui viviamo.

  15. scandalizzano solo gli stipendi milionari dei politici e quello della sindachessa e di sgarbi!
    solo questo scandalizza !
    solo questo fa venire il voltastomaco.
    politici ladri.
    lasciate in pace l’arte anche quella brutta.

  16. L’ARTE E’ ASESSUATA APOLITICA ED AL DI SOPRA DI CRITICHE LA FUNZIONE E’ ESCLUSIVAMENTE QUELLA DI SCATENARE EMOZIONI …TIRARE FUORI DALL’OSSERVATORE QUELLO HA DENTRO … ED EVIDENTEMENTE SE QUALCUNO HA RITENUTO OFFENSIVE E PECCAMINOSE ALCUNE OPERE E’ SOLO PERCHE’ DENTRO HA DELLO SPORCO E DEL PECCAMINOSO. SOLO QUESTA LA SPIEGAZIONE. CERCHIAMO DI NON STRUMENTALIZZARE SEMPRE E TUTTO L’OMOSESSUALITA’ NON DOVREBBE ENTRARCI NULLA CON VOLER CENSURARE CERTE OPERE, ANCHE IN PASSATO SONO STATE POSTE DALLA CHIESA DIVERSE FOGLIE DI FICO SU CAPOLAVORI PRECEDENTI RITENUTI SCABROSI. QUESTO E’ DOVUTO SOLO AD IGNORANZA ED INCIVILTA’ E FALSO MORALISMO.QUELLO CHE DOVREBBE FAR NOTIZIA SONO CARDINALI PROMOSSI E SPOSTATI DI SEDE IN SEGUITO A RICONOSCIUTI E CONFESSATI ATTI DI PEDOFILIA … QUESTI DOVREBBERO ESSERE I MOSTRI DA COMBATTERE NON LE INOFFENSIVE E BELLISSIME OPERE DI VALIDI E TALENTUOSI ARTISTI.

  17. sono con te!!!
    Siamo tornati all’800!!! Questa è l’Italia multiculturale, aperta, del terzo millennio?! allora me ne vergogno!!!

  18. bravi coniglio viola. la mostra è stata già mutilata di partenza poichè almeno dieci artisti sono stati cancellati all’ultimo causa opere con rimandi all’infanzia. per colpa di curatori accusati di ciò che già sappiamo ci devono rimettere gli artisti che di tutto questo non ne hanno colpa.
    però nessuno come voi ha sfruttato la situzione per farsi pubblicità.

  19. Evitiamo, però, di farne una questione frocia.
    La mostra è stata organizzata da uno dei peggiori e più pretestuosi retori dell’omofobia nello stile e nei mezzi propri dei suoi meccanismi comunicativi.
    La mostra, allo stesso modo, è stata censurata in modo bislacco dalla desolazione intellettuale della classe politica.
    Non vedo cosa c’entrino i froci e cosa c’entri l’arte. Non vedo perché se ne debba fare uno stendardo di battaglia culturale quando il frocismo è solo un pretesto curatoriale della mostra e nient’altro, e visto l’acume e la sensibilità sgarbiana sul tema non poteva essere altrimenti.
    Quanto all’arte, è un’antologia un po’ imbranata che molto probabilmente non ha nessun reale intento critico del contemporaneo. “Espone” e basta.
    Censurare chi “espone” cose e situazioni che esistono a prescindere dall’esposizione è un atto di vanità della politica, ma non ha alcun senso e alcun riscontro nel reale.
    La causa omosessuale esiste a prescindere dal ritratto che vorrebbe farne la politica o il marketing.
    Evitate di strumentalizzare. Evitate di prender parte all’arringamento delle folle operato da parte degli strumentalizzatori.

  20. mai vista una mostra così brutta (almeno la metà delle opere era inguardabile) e male allestita (un insulto a tutti coloro che si occupano di arte contemporanea in maniera seria)… quando inizieranno a chiudere le iniziative per la loro pessima qualità e non per ragioni ideologiche?

  21. Credo che lo scandalo non sia tanto la chiusura di una mostra che era in odore di chiusura già in partenza, nè il cosiddetto moralismo della giunta, previdibilissimo.
    Lo scandalo, quello vero, è che come al solito a rimetterci è l’arte, strumentalizzata e vilipendiata da personaggi a cui non importa niente della libertà di espressione e tanto meno del valore di un opera artistica, ma a cui interessa solo il denaro.
    Lo scandalo, quello vero, è che come al solito ci facciamo tutti comandare dagli orchestramenti mediatici, da manovre pubblicitarie pensate abilmente a tavolino e immancabilmente andate a segno. Perchè gli unici che ci guadagnano in questa storia sono:
    1- Sgarbi, che ha sfruttato la sua intelligenza e spregiudicatezza per comparire per l’ennesima volta sulle pagine dei quotidiani e far parlare di sè, garantendosi ancora la partecipazione a inaugurazioni, conferenze e dibattiti televisivi, con i guadagni che ne derivano. Sono assolutamente convinta, infatti, che il dott.Sgarbi sapesse fin dall’inizio che questa mostra non sarebbe mai stata approvata da una giunta come quella della Moratti. Così adesso oltre ad essere “Il più famoso critico d’arte italiano” risulta anche “il più famoso paladino della libertà d’espressione”.
    2- La città di Milano, che viene lanciata di nuovo in primo piano come la città per la quale, in ogni caso, passano tutte le strade della cultura italiana.
    3- Gli artisti sconosciuti autori delle opere incriminate, che oltre a diventare conosciuti, con tutti i ricavi conseguenti, si elevano anch’essi al livello di nuovi paladini di libertà.
    4- L’editore del catalogo della mostra, che sicuramente guadagnerà anche lui un sacco di soldi vendendo quello che fra poco sarà un cult fra i collezionisti più danarosi, se non lo è già.
    5- Tutti gli sponsor annessi e connessi, visto che tanto ci guadagnano sempre.
    6- Colui che acconsentirà ad accogliere la mostra nei propri spazi espositivi, che sarà decantato come il mentore degli oppressi e degli emarginati.
    Alla fine di tutto, insomma, quelli che ci rimettono siamo sempre e comunque noi, a cui è stata tolta la libertà di decidere in prima persona, entrando in quelle sale mai aperte, che cosa riteniamo scandaloso e che cosa no.
    Quindi, a mio parere, prima di gridare allo scandalo, sarebbe meglio analizzare di che scandalo si tratti. Ma del resto la pubblicità e la provocazione sono ormai le regole del mercato dell’arte contemporanea mondiale. E questo mi pare molto più scandaloso.

  22. Salve a tutti,
    vorrei fare un appello per far sì che la mostra tanto censurata e discussa, ma molto di più attesa, venga riproposta in una città che, secondo il mio parere, sta crescendo per quanto riguarda la posizione assunta davanti al tema dell’omosessualità: CATANIA.
    Sarebbe una bel colpo per questa Sicilia che deve darsi una mossa e mettersi al pari non solo con il resto d’Europa, ma ancor prima con l’Italia stessa!!!
    Distinti saluti.

  23. Salve V. Sgarbi,
    sono una ragazza siciliana e mi ritrovo allibita per la vicenda della mostra milanese ”Arte e Omosessualità”. Le risparmio il mio parere che è sicuramente positivo nei confronti della mostra, dell’argomento di essa e della valenza espressiva-provocatoria che assume.
    Ho letto che intende spostarla in un altra città e volevo ‘proporle’ di pensare ad una città meridionale questa volta,magari siciliana, come Catania, città che si sta evolvendo per quanto riguarda la tematica omosessuale, capitale per questo in Sicilia, se non l’unica città sensibile a questa tematica.
    In ogni caso spero vivamente di assistere a questa mostra in qualsiasi città Vogliate esporla.
    Cordiali Saluti.

  24. molti artisti prima vogliono entrare nelle feste chic andare al billionaire cenare cn sindaci e politicastri che stanno annullando il piacere di vivere in italia.
    ora toglieranno l’ergastolo per i mafiosi la legge sui suv altamente inquinanti agli artisti va bene alcuni senno’ poi come se lo comprano .
    e ci lamentiamo di censure nel sistema artistico corrotto milanese.
    ma un po’ di dignita’
    fate una rivolta arte sempre meno digeribile piu politica nell’arte piu’ potere all’arte.
    spazi liberi li l’arte e’ libera.

  25. Definire Schmidlin o i Coniglioviola artisti sconosciuti mi pare quanto meno azzardato!
    Ho seguito questa vicenda con molto interesse ancor prima della vernice della mostra e sono al corrente delle molte censure preventive che non hanno avuto gli onori delle cronache. E’ evidente che se queste due opere sono rimaste fino all’ultimo è per far gioco all’organizzazione… un gioco che probabilmente è poi sfuggito di mano.
    La replica dei Coniglioviola a Sgarbi mi è parsa più che dignitosa e coerente. Quello che invece mi ha rattristato è che Schmidlin abbia negato di aver voluto rappresentare il Papa con la sua scultura… ci lamentiamo dell’ipocrisia dei politici e poi sono per primi gli artisti a non avere il coraggio e la dignità di sostenere le proprie scelte?

  26. coniglio viola…siete ridicoli. scrivete i commenti alla notizia con nomi inventati ma avete lo stesso errore di battitura dei “censurati” e della conosciutissima “marcella senetti”!!
    beccati!

    patetici!

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