23 settembre 2007

La crème de l’architecture. Per creare la Grand Paris di Sarkozy…

 

di

Foto ricordo, Sarko con il top dell’architettura mondiale
C’era praticamente tutto l’empireo dell’architettura globale. Forse la prima occasione mai capitata, per vedere riuniti tutti insieme personaggi che ormai sono delle vere e proprie superstar, contesi in tutto il mondo come divi del cinema, o cantanti pop. Da Rem Koolhaas a Jean Nouvel, da Kazuyo Sejima a Christian de Portzamparc, Zaha Hadid, Dominique Perrault, Massimiliano Fuksas, Shigeru Ban, Richard Rogers, Thom Mayne, Patrick Berger, Jacques Herzog, Norman Foster, Rudy Ricciotti. Chiamati a raccolta nei giorni scorsi a Parigi dal presidente Nicolas Sarkozy, per l’inaugurazione della Cité de l’architecture et du patrimoine. Ma anche per rilanciare in grande stile, con il suo seducente discorso, e con l’indiretto placet di questa corte dei miracoli, l’ambizioso progetto della Grand Paris, che impegnerà gli sforzi di progettisti ed urbanisti per il prossimo mezzo secolo. Auspicando – a livello teorico – “un’architettura più umana, un’arte del costruire più sensibile, creativa, attenta ai problemi della vita di ogni giorno“. Ed avanzando – su un terreno pratico – due idee di base: l’impegno di architetti ed urbanisti nella lotta contro la miseria dei sobborghi, ed il lancio del progetto Grand Paris, nella direzione di un’integrazione etnica, religiosa e culturale. Un progetto che coinvolgerà direttamente il Comune di Parigi. Che – ha commentato qualcuno, malizioso – in primavera celebra le elezioni per il rinnovo del sindaco, attualmente gay e di sinistra. Insomma, tutt’altro che sarkozista…

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[exibart]

2 Commenti

  1. Sarkozista o no, i francesi non guardano se chi vuole fare grande il loro paese è di destra o di sinistra. Ci sarebbe forse qualcosa da imparare.

  2. Il problema è che in Italia la sinistra è proprietaria della cultura e non permetterebbe mai che uno di questi partecipi a progetti della odiata destra.

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