27 settembre 2007

Lilanga story, ancora la National Gallery e una mostra sospetta. In un museo di Perugia

 

di

George LilangaCredevate che la “casta” – che alligna, eccome, anche nel nostro mondo dell’arte, fra funzionari “distratti” e direttrici afone – avesse dato il peggio di sé in occasione della contestatissima mostra dell’africano George Lilanga al romano Museo Andersen? Quando l’inchiesta di Exibart portò alla luce gravissime accuse – in seguito avvalorate da una sentenza del Tribunale di Firenze, pubblicata da noi e poi su “Repubblica” e “Arte – Mondadori“ – che additavano come false le opere esposte nel museo, costola della Galleria Nazionale d’Arte Moderna, sollecitando vanamente una presa di posizione degli alti funzionari come la direttrice, che invece tacquero e ancora tacciono? Ora la situazione si è fatta quasi surreale, se è vero che il Museo Archeologico Nazionale di Perugia, malgrado la grande pubblicità avuta dalle polemiche e malgrado la sentenza del tribunale, ha accettato di ospitare un’altra mostra di Lilanga, curata dal collezionista Cesare Pippi. Fra gli organizzatori della quale – “con la collaborazione”, si dice – c’è quella National Gallery di Firenze, già promotrice della mostra romana e vincolata dal giudice fiorentino a “cessare qualsiasi attività di sedicente autenticazione delle opere dell’artista George Lilanga”. Ad alzare gli scudi sono stati ancora il critico Enrico Mascelloni e l’artista e collezionista Sarenco, che hanno informato dei fatti di cui sopra – inascoltati – i promotori della mostra previa comunicazione telefonica di Mascelloni e lettera della Fondazione Sarenco, seguita da una diffida di uno studio legale. E che ora preannunciano ulteriori atti…

8 Commenti

  1. Perchè Vi ostinate a parlare di sentenza ? Trattasi di una semplice ordinanza e a brevissimo inizierà il vero procedimento con le due parti in causa….sarebbe opportuno che una testata autorevole come la Vostra fosse super partes e si limitasse a riportare correttamente i fatti .. Grazie

  2. Gentile amico, sentenza e ordinanza cambia davvero poco. Quello che ci pare semplicemente allucinante è che il Ministero dei Beni culturali (o sue sottodivisioni) continui a organizzare mostre, eventi ed esposizioni consegnando il pallino dell’organizzazione ad un ente sul quale c’è qualche sospetto.
    Il ministero, insomma, dovrebbe farci capire chi glielo fa fare…

  3. ..o forse gli enti sospetti sono altri ? Evidentemente il mondo dell’arte non riconosce l’ordinanza perchè conosce di che pasta è fatta la Fondazione Sarenco e tutti i procedimenti a suo carico ? Riflettiamo anche su questo….comunque a ottobre ci saranno le prossime puntate …lieto di essere smetito..l’importante è che si ridia dignità ad un grande artista

  4. Al contrario di quello che pensa Paolo, che adduce sospetti, dico che almeno Sarenco e la Fondazione Sarenco, hanno una sede dove sono fisicamente contattabili e visibili. National Gallery, nessuno sa cosa sia ( no profit organization?!?!?!?!), e nessuno ha mai avuto il piacere di sentire una sola parola da parte dei suoi rappresentanti.
    Forse, se si giungerà a qualche processo ( come Paolo dimostra di ben sapere, ci dica dove e quando si svolgerà a questo punto), avremo il piacere di vederli e di sentire le loro ragioni.
    La sentenza, sarà anche solo tale, ma in materia di diritto d’autore e di autenticità della documentazione presentata, mi sembra che parli molto chiaro.
    La mia idea è che questi signori, stiano cercando, tramite le istituzioni pubbliche, nelle quali sembrano sguazzare a proprio agio, di organizzare mostre ed avvenimenti, seppur fasulli, per cercare di avere un pò di carne da mettere al fuoco in occasione di questi eventuali futuri processi.
    Che usino anche i miei soldi, per promuovere i loro interessi personali, mi fa però incazzare da morire………
    Che le istituzioni non vogliano rispondere ad accuse così dure e circostanziate mi fa più che pensare, mi fa credere che qualcosa che non va ci sia, eccome!
    Comunque che frequenta professionalmente il mondo dell’arte, conosce la realtà dei fatti e può facilmente farsi un opinione a proposito.
    Speriamo allora che presto si arrivi ad una conclusione e che chi non ha titolo per professare certe competenze, venga buttato nel dimenticatoio al più presto.
    In ogni caso, stà per inaugurare la mostra dell’Arte Africana al Lingotto, presso la sede della Fondazione Agnelli: Why Africa, l’esposizione di una parte della collezione Pigozzi.
    Assieme a Pigozzi e Magnin ( il curatore, probabilmente il massimo esperto mondiale di Arte Africana), ci sarà Sarenco: che qualcuno sappia, i rappresentanti della National Gallery ci saranno? Si pensa che qualcuno li abbia invitati?
    Sarebbe bello che potessero magari incontrarsi tutti assieme questi signori!
    Ed in un occasione così prestigiosa!
    Qualcuno può far sapere alla National Gallery ed ai suoi rappresentanti, relativamente a questa importante inaugurazione?
    Grazie.
    In attesa di sviluppi, saluti a tutti.

  5. Sarenco? Uomo dentro, che è stato smascherato nel frattempo di giocatore falso. Storie non vere e falsifico o documenti legalmente inefficaci. Ed un imbroglione di giustizia possibile? I tribunali italiani l’avrebbero dovuto chiarire ora al più presto prima che il Sarenco ancora ulteriore danno prepari. E Parri e Faccenda del “National Gallery Firenze”? Questi signori hanno i documenti altrettanto senza valore come Sarenco. Sarenco, Mascelloni, Griccioli, Parri, Faccenda ed il burlone Coster “George Lilanga” hanno arrecato il danno pesante con le loro truffe dell’arte africana contemporanea e l’artista George Lilanga. Se vuole sapere più: http://www.lilanga.info/1974.html

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