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Certo, si tratta di un’indiscrezione, ma di un’indiscrezione che ha una fonte qualificata. Anzi, la fonte più qualificata in assoluto: Pio Baldi. Il capo della Darc (la Direzione per l’arte e l’architettura contemporanea del Ministero della cultura) lo ha dichiarato dietro ad una precisa domanda di Exibart: per il Maxxi si sta pensando ad una fondazione. Ad uno strumento di governance, dunque, che permette una certa autonomia gestionale, una ampia capacità di acquisire finanziamenti privati ed una maggiore tenuta (seppur non certo stagna) rispetto agli appetiti della politica. Il modello? “Potrebbe essere qualcosa di simile alla Fondazione Muscia per Roma, quella che gestisce l’auditorium di Renzo Piano”, ci ha risposto Baldi.
[exibart]
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