18 ottobre 2007

Con la nuova galleria MondoPOP, a Roma continua il revival neo-sixties…

 

di

Lavori di Mike Burnett
Su Exibart.onpaper l’abbiamo chiamata “invasione neo pop della capitale”. Del resto, se revival in tal senso ci doveva essere, non poteva che trovar spazio a Roma, storico fulcro della Pop italiana negli anni Sessanta. Revival che ha avuto fra l’altro una tappa con la mostra inaugurale della nuova Dorothy Circus Gallery, al Pigneto. E che ora si canonizza con il debutto di un’altra galleria, MondoPOP, in pieno centro (traversa di via del Babuino). Che si autodefinisce “la prima galleria italiana dalle logiche puramente pop, dedicata agli artisti newpop e alle loro produzioni commerciali”. A promuoverla due giovani curatrici under 30 – Ilaria Beltramme e Serena Melandri – che vogliono offrire a Roma un nuovissimo spazio dedicato all’arte contemporanea più vivace, dove opere d’arte uniche e commercio di oggetti d’arte in serie si fondono per tutti i gusti e tutti i prezzi. Che esordisce con la mostra Pop Invaderz, che allinea opere originali degli artisti di movimenti internazionali come Pop Up, Pop Surrealism, Skate Art e Custom Art, dai vinyl toys di Gary Baseman, Jeremyville, Yoshitomo Nara, Jon Burgerman, Tokidoki ai plush-toys di Friends With You e Takashi Murakami, e poi T-shirts, bicchieri, tavole da skate, tende da doccia, palloni e altri oggetti d’uso disegnati da Yoshitomo Nara, Marcel Dzama, Dalek, fino alle caramelle di Shag.

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Inaugurazione: venerdì 19 ottobre 2007 – ore 18
Perfomance: ore 19.30
Dal 19 ottobre al 6 novembre 2007
Via Dei Greci 30 – Roma
Info:
info@mondopop.it
Web:
www.mondopop.it

[exibart]

2 Commenti

  1. Fantastico. Quando l’arte è diventata cubista avete tremato, e quando s’è fatta astratta idem, babbioni. Con la Pop Art vi siete stracciati le vesti, la fotografia e il video avete cominciato a digerirli negli ultimi anni, mentre la Street Art la chiamate “Sweet” per mandarla giù meglio. Ora questi vi fanno il mazzo con le merci d’arte, i toys e simili. E sono l’unico vero movimento che così facendo fa avanguardia a quanto pare. Per fortuna che ci sono gli artisti che ci salvano dai loro estimatori babbioni…

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