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Eccolo, il colpo di coda. Dopo i rutilanti record rimpallati fra un Damien Hirst e un Jeff Koons, arriva un piccolo oggetto di calcare che ha visto la luce oltre 5mila anni fa nell’antica Mesopotamia, a sbaragliare ogni primato di prezzo pagato per una scultura. Si tratta della cosiddetta Guennol Lioness, passata in asta da Sotheby’s New York lo scorso 5 dicembre con una stima di 18 milioni di dollari, e salita vertiginosamente fino ad essere aggiudicata per 57,2 milioni ad un anonimo compratore inglese. Un record assoluto non solo per una scultura, ma anche per un’opera di arte antica. La piccola statua, appena otto centimetri di altezza, era stata acquistata nel 1948 dal collezionista privato Alastair Bradley Martin, e da allora depositata presso il Brooklyn Museum di New York.
[exibart]












E senza nemmeno un brillantino!!! 😀
li merita tutti
è una meraviglia!
E’ un capolavoro….la voglioooooooo!!!!!!!!!!!
Una grande rivincita per il patrimonio culturale di una nazione cosi martoriata come l’Iraq. Mi auguro solo che questa battuta d’asta nn alimenti ancora di più il contrabbando di reperti archeologici per soddisfare capricciosi collezionisti senza scrupoli.
Nonostante la guerra sia finita, centinaia di siti sono ancora oggi devastati da squadre di tombaroli (gente che ha fame e che nn ha alternativa) comandate da delinquenti armati come militari. Donny George, direttore generale delle Antichità dell’Iraq, è stato costretto a fuggire dall’Iraq dopo le pressanti minacce di morte ricevute… evidentemente faceva bene il suo lavoro.
Oggi l’Iraq Museum di Baghdad è chiuso, finestre ed accessi sono stati murati e nn c’è nessuna prospettiva che venga riaperto in futuro.