01 marzo 2008

Da Roma: collezionisti internazionali? Sempre più suq

 

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Ecco come si presenta, praticamente a tutte le ore, la zona tutt’intorno allo spazio espositivo di Santo Spirito in Saxia, il più grande tra i poli fieristici di Roma – The Road to Contemporary Art. Sulle scale del sagrato della grande basilica vi è un suq di venditori di borse taroccate, spacciatori di bolle di sapone, cinte in simil pelle e quant’altro. Tutti con la loro bustona celeste segnaletica. Tutti pronti a rifugiarsi dietro l’angolo – con fughe spettacolari per la gioia dei turisti – al passaggio sporadico della polizia. Ed a riposizionarsi venti secondi dopo. L’immagine in alto mostra l’area pedonale prospicente a Castel Sant’Angelo, con sullo sfondo proprio Santo Spirito e San Pietro in Vaticano. Vu cumprà, venditori abusivi, nani, ballerine, tatuatori, saltimbanchi e quanto di altro. Tutto, rigorosissimamente, illegale. Questo è lo spettacolo offerto ai molti collezionisti internazionali che sono giunti in questi giorni a Roma a visitare la prima edizione dell’evento fieristico. Se qualche lettore riesce a dirci in quale altra città occidentale accade questo, ci fa una grande cortesia…

 

[exibart]

10 Commenti

  1. Che vergogna. Non esiste. I collezionisti che vnano a Londra, New York o Basilea non incontrano un degrado similar.e

  2. mio caro exibart, sei proprio un ruffiano (che sei un mercanario, già lo sanno tutti). ci stai tormentando da mesi con questa fiera romana, neanche fosse basilea. dici dei grandi traguardi raggiunti, osanni galleristi, curatori e organizzatori (quel casiraghi che, da artissima, è uscito a calci neel sedere)che ti hanno comprato con consistenti mazzette. adesso te ne esci con la storia dei venditori ambulanti. ma la fai finita? quand’è che cominci a fare seriamente (e disinteressatamente) il tuo lavoro?

  3. Se qualche lettore riesce a dirmi in quale altra rivista d’arte e cultura che si rispetti si affrontato temi simili con un tale livello di superficialità e con malcelato razzismo, me lo faccia sapere…

  4. Uno spera sempre per il meglio, poi si trova di fronte il peggio.
    Ma non si poteva mettere di servizio un paio di vigili per far spostare i venditori di merce contraffatta per dare al percorso una parvenza di decenza?
    Lo so è chiedere troppo. Oggi ho fatto un giro nei paraggi del Castello Sforzesco (Mi) ed ho dovuto fare lo slalom tra stese di borse, cinture, occhiali, ecc. Già dimenticavo che è domenica e i vigili non sono in servizio.

  5. Ale anch’io non ho parole sul dilagare del buonismo. Io sono tollerante ma mi girano un pò quando viene violata la mia libertà e vengo infastidita da pressanti offerte di paccottaglia.
    L’arte è tolleranza ma anche decoro e civiltà.

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