05 marzo 2008

Il prossimo anno? La fiera di Roma in contemporanea a MiArt…

 

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57449(2)Nonostante l’inaugurazione sia fissata per il 1 aprile, Roberto Casiraghi non sembra l’abbia presentato come uno scherzo: la seconda edizione della fiera Roma The road to Contemporary Art si terrà fra il 1 e il 5 aprile 2009, praticamente in contemporanea con l’omologa milanese MiArt. Nel 2009 infatti la fiera meneghina si terrà fra il 27 e il 30 marzo, e pur non coincidendo nei giorni, si verranno a creare condizioni per cui gli operatori dovranno scegliere fra i due eventi, oltre ad una inusitata “concorrenza” a livello di media e di seguito da parte di collezionisti ed operatori. Certo, magari si creerebbe una situazione tale per cui alcuni collezionisti internazionali potrebbero optare per passare un’intera settimana in Italia sull’asse Milano-Roma. In quel caso Exibart.onpaper – sempre presente nei luoghi dove circola l’arte – si premunirebbe di installare dei punti di distribuzione anche sui treni Eurostar… L’annuncio del direttore della fiera è giunto insieme ad un primissimo sommario bilancio della rassegna, al momento basato sul solo dato, comunque confortante, dei visitatori, attestatisi a quota 35mila. Per le valutazioni sul successo, specie dal punto di vista dei galleristi partecipanti, ci vorrà ancora tempo, anche se gli organizzatori non nascondono ottimismo basandosi su alcune dichiarazioni trapelate, che ostentano soddisfazione ed intenzione a confermare la presenza per la futura edizione.

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www.romacontemporary.it

[exibart]

8 Commenti

  1. Ma perchè noi italiani dobbiamo farci la guerra fra di noi?
    Questa rivalità Roma vs. qualunque-altra-città-del-nord ha rotto le palle, e prima il festival del cinema, e poi Malpensa, e mo’ pure la fiera… ma BASTAAAAAAA, è ridicolo, fate il bene dell’Italia una volta tanto…

  2. le gallerie italiane pagano queste organizzazioni brave solo a creare confusione.
    sono allo sbando. i collezionisti comprano solo in fiere estere.l iva al 20 percento
    esiste solo da noi.

  3. Speriamo che il prox anno facciano la Fiera di Roma in un’unica sede, senza essere dispersiva come quest’anno!

  4. Trovo che la Fiera, così concepita -e non c’era molto altroda fare, vista l’impossibilità ad avere, quest’anno, una grande sede unica- si è distinta per originalità permettendo di godere una Roma anche inedita, luoghi inconsueti per l’arte e soprattutto una interazione tra antico e contemporaneo, radici storiche e presente… Ci lamentiamo sempre ma questa “dispersione”, forse un pò faticosa -ma avevate pure le navette!Io ho scelto la “maratona” in giornate fortunatamente belle e miti- non è negativa, non è, cioè, il vero problema. Quello, semmai, è sempre nella qualità, nel rigore dell’organizzazione e della proposta culturale che, in generale, è stata ottima… Almeno io la valuto positivamente… Volendo, analizzare ogni piega della Fiera si può e qualcosa che non è andata c’è, ma il vero scandalo è, come dico e scrivo da anni (lo fa anche il precedente internauta qui), ilnostro Sistema fiscale che fa acqua da tutte le parti e per l’arte contemporanea necessita di una urgente, seria, drastica riforma che ci renda alla pari rispetto agli altri paesi… Applichiamo all’Arte la stessa Iva di una pellicceria, di una gioielleria, di un ristorante… così, il caos regna, il nero impazza, i falsi invadono il mercato…
    Barbara Martusciello

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