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Uno spazio aperto al pubblico, sede di incontri tra operatori italiani ed esteri, luogo di riflessione e discussione, feste d’artista e vernissages glamour. È la sede della Fondazione Romaeuropa, che ora si propone – con l’inaugurazione di Opificio – come luogo aperto nel quale possano convivere diversi soggetti creativi, nel quale si possa progettare e presentare, dove si incrocino il lavoro di organizzazione della cultura, gallerie, atelier d’artisti, incontri pubblici, proiezioni, conferenze, performance, centro di documentazione. In grado di prefigurare in zona Testaccio, con il vicino Macro Future all’Ex Mattatoio, un nuovo polo per il contemporaneo che potrebbe rivoluzionare la geopolitica artistica della capitale. Partendo dall’affascinante location, l’ex-opificio Sonnino, un tempo adibito alla lavorazione industriale della lana, in via del Porto Fluviale, a Roma. Una struttura ex industriale sviluppata su due piani con un’estensione di 2500 metri quadrati, ristrutturata e rifunzionalizzata nel 2006 dalla Società Remedia. Un nuovo centro in grado di rappresentare l’interazione tra forme diverse di creazione e comunicazione audio-visuale – dall’arte contemporanea alle più recenti produzioni delle performing e digital arts – ma anche di preservazione testimonianze artistiche della contemporaneità, attraverso un ricco e articolato archivio. L’Opificio si propone inoltre come residenza di artisti e come laboratorio progettuale dove sviluppare in loco processi produttivi finalizzati a creazioni originali, realizzate in collaborazione con altri partner europei.











