07 aprile 2008

Presentata la piattaforma informativa Webartex, nuovo database dell’arte italiana

 

di

58659È una piattaforma informativa multicanale, una community di professionisti, produttori e operatori che vogliono accedere, senza intermediari, a tutte le offerte e le informazioni tecniche e scientifiche che riguardano il composito universo delle mostre d’arte. Webartex.com – questo il nome del progetto, presentato nei giorni scorsi – si avvale del patrocinio della Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Napoletano e della Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Romano. Un luogo destinato allo scambio e alla transazione in cui ogni utente, in completa autonomia, può reperire ed inserire dati riguardo sedi espositive, mostre in fase progettuale o già operative, servizi per l’arte e forniture connesse ad un evento, il tutto allo scopo di creare e moltiplicare le occasioni di interscambio fra tutte le parti interessate. Con l’obbiettivo di soddisfare le esigenze informative di tutte le categorie degli addetti ai lavori nel mondo dell’arte, curatori, galleristi, direttori di museo, collezionisti d’arte, artisti, allestitori, trasportatori, uffici stampa, sponsor, agenzie pubblicitarie.

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www.webartex.com

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7 Commenti

  1. D’accordo.
    L’ho visitato anch’io trovandolo SOLO in inglese. Alla faccia del rispetto per “noantri”.
    Poi mi sono ricordato che il sito è legato a Roma , mi sono ricordato del Nando Moriconi del Kansas City e tutto è tornato chiaro.

  2. Vedo che l’arguzia non manca mai di ambasciatori. Il sito ha un taglio internazionale e si sforza di promuovere gli interscambi tra paesi e nazioni diversi, quindi con questa premessa ci sono due possibilità. Si fa una versione in ogni lingua del globo o si sceglie la lingua più conosciuta, che purtroppo non è quella di voantri ma l’inglese.

  3. Di solito i siti intelligenti sono bilingui, l’uno in italiano e l’altro in inglese per gli uomini di mondo che hanno studiato.

  4. Il sito in inglese può anche funzionare, ciò che non funziona è che pure i contratti,in pdf ,sono in inglese. Avendo come riferimento un indirizzo di Roma e trattandosi di contratti sarebbe auspicabile leggerli in italiano. Questa è una grave mancanza.
    E poi questo volere essere internazionali a tutti i costi fa tanto provinciali!

  5. Mi associo alla protesta generale circa questa forma di razzismo linguistico e di cafoneria culturale. Mi chiedo a chi mai può venire la cacca sotto il naso a parlare e scrivere italiano…

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