07 aprile 2008

Molteplici conflitti di interesse, nubi a Londra sulla Tate Gallery

 

di

Jeremy DellerIl primo a sollevare i “fumi” è stato il periodico artistico The Jackdaw, con un’inchiesta subito ripresa dal London Times. Nelle attività della Tate si configurerebbero diversi conflitti di interesse, legati al ruolo dei trustees, ed alla stessa vesta giuridica del museo. Come quasi tutte le istituzioni artistiche in Inghilterra, la Tate è infatti una Charity, e come tale per legge i trustees – gli amministratori – non possono percepire vantaggi dal loro ruolo. Prescrizione infranta – stando all’inchiesta – dall’artista Jeremy Deller, vincitore del Turner Prize, e membro del board. Il quale avrebbe tratto benefici dalla sua posizione, specificatamente in merito a acquisizioni, commissioni e ad una mostra della sua opera alla Tate Liverpool. Infrazione simile – rilevata anche dalla Britain’s Charity Commission – avrebbe riguardato l’acquisizione nel 2006, per 600mila sterline, di un’opera di Chris Ofili, altro artista/trustee, così come Peter Doig, che ha ricoperto il ruolo fra il 1995 e il 2000, anch’egli protagonista di una personale alla Tate. Un portavoce del museo ha tuttavia dichiarato che “la Charity Commission ha riconosciuto che la Tate ha intrapreso una significativa revisione delle proprie politiche ed ha elogiato l’impegno nel controllo dei potenziali conflitti”.

[exibart]

6 Commenti

  1. l’arte contemporanea è tutta dentro un conflitto di interessi…….guarda il macroscopico rapporto tra Saatchi e Hirst

  2. PAROLE SANTE ed altro…. e mi sembra in ragione che i …… proliferano !!!
    ATTENZIONE ALLE BUFALE E AI BIDONI…infatti si parla di svuotare i depositi…. se non ho capito male. impara l’arte e mettila da parte

  3. quando saatchi fece l’accordo con hirst non era solo un gallerista privato, era contemporaneamente dirigente di un noto museo…….questo fu il suo conflitto d’interessi e per questo fu mandato via……

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