27 maggio 2008

Asta al Dorotheum di Vienna: occhio a quel Manzoni, può volare alto…

 

di

Piero Manzoni - Achrome, 1960 ca. - Courtesy DorotheumDate da segnare in rosso quelle di martedì 27 e mercoledì 28 maggio alla casa d’aste Dorotheum di Vienna. La prima dedicata al moderno con opere “minime”, quindi abbordabili, di grandi maestri: sono piccoli disegni, schizzi acquerellati, di Schiele, Kokoschka, Chagal, Matisse, Picasso, De Pisis, Morandi, ma c’è anche molto altro, come un bel dipinto ad olio di Ottone Rosai del 1955 (stima 60-90mila euro), mentre il quadro più quotato (150-250mila euro) è un olio su tela del pittore ucraino-francese Wladimir Baranoff-Rossiné, con titolo Le Voilier (del 1910 ca., 50x75cm). Mercoledì 28 c’è una lunga seduta tardo-pomeridiana tutta dedicata al contemporaneo con nomi di rilievo e alcune opere di livello, come Immendorff, Fetting, Nitsch, Förg, Warhol, Alechinsky, Haring, Bacon, Hirst e gli italiani Manzù, Dorazio, Accardi, Boetti, Fontana, Schifano. Ma a farla da padrone sarà un “Achrome” del 1960 circa di Piero Manzoni (1933-1963). La base d’asta dell’opera è di 200-240mila euro, valutazione non certo aggiornata considerato l’exploit registrato da un achrome manzoniano poco più di una settimana fa alla Sotheby’s di New York. La composizione è nota: dodici batuffoli rettangolari di cotone ordinati (30x40cm) su fondo di velluto blu e incorniciati per una dimensione totale di 43x53cm. Al Dorotheum Manzoni ha già avuto un’ottima performance il 28 novembre scorso quando un suo “Achrome” (1958/59, 70x100cm, caolino su tela) fu battuto a 1.112.000 euro. (franco veremondi)






Info: +43 151560-0 – kundendienst@dorotheum.at
Web: www.dorotheum.com

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