18 giugno 2008

Dal marciapiede alla galleria, in mostra a Roma “l’artista del luogo” Fausto delle Chiaie

 

di

Una monetina, prego - 2008 (Foto Silvestrini)Da oltre trent’anni utilizza gli spazi più suggestivi del centro di Roma come “museo all’aria aperta”, da Piazza Augusto Imperatore a Castel Sant’Angelo fino a Via di Monte Brianzo. Riconosciuto da tutti, perché le sue opere sono ormai simboli dei luoghi in cui sono esposte, perché è “l’artista del luogo”, che interagisce con lo spazio urbano diventandone un elemento fondamentale. Ora per Fausto delle Chiaie arriva una mostra in una sede “canonica”, l’Associazione Pian de’ giullari in Via dei Cappellari. Coerentemente con l’idea di “sfruttare” la strada come luogo espositivo, anche per questa mostra personale tuttavia delle Chiaie ha concepito l’allestimento come una strada che attraversa l’interno della location e che si estende all’esterno, utilizzando alcuni angoli di Via dei Cappellari e le botteghe limitrofe. Luoghi dove è possibile imbattersi in opere realizzate con oggetti trovati in situ, dalle celebri Rompere in caso di necessità, Atelier, Ho fatto una barca di soldi e Opera trafugata, a quelle inedite come Una monetina, prego, che dà il titolo alla mostra. All’inaugurazione prevista la partecipazione di personaggi come Claudio Angelini, Maurizio Scaparro, Enrico Lucci, Alvise Chevallard, Michael Reale, Mita Medici, Enzo Cucchi.






Inaugurazione: giovedì 19 giugno 2008 – ore 19.00
Dal 19 giugno al 10 luglio 2008
Via dei Cappellari 49 – Roma
Info: 0668300299 –
info@piandegiullati.it

[exibart]

3 Commenti

  1. uau! che personaggi famosi che sono previsti all’inaugurazione. il gota dei gota.
    ma non vi imbarazzate a scrivere certe cose?

  2. Per non dimenticare, Fausto approdò in situazioni “ufficiali” altre volte: con me ad “Arte Fuori Circuito” nel lontano 1994 (dove esordì un Matteo Basilè d’annata, non ancora digitale!), accanto ad artisti storici (Luca M. Patella, R. Mambor, C. Ricciardi, M. Schifano etc.) e a più giovani ed emergenti, Fausto non perse la sua verve funambolica outsider. Si propose con un’azione minima, poetica e concettualmente rilevante, creando dei “segnaposti” alla sua maniera che determinavano un percorso d’arte e di senso di grande rigore. Perchè non sempre o necessariamente quello che è off, che è street, underground è anche “leggero”, superficiale, scontato o “pop” (ma sempre pop-olare sì!).
    E ricordo un suo bell’intervento in “Giochi sull’acqua”, sulle sponde del Tevere, al Ponte dell’Industria (a cura di Teresa Macrì), con una esordiente Bruna Esposito, con Myriam Laplante, Teresa Montemaggiori e altri…

    Barbara Martusciello
    storico e critico d’Arte

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