19 settembre 2008

Umberto Broccoli, la soprintendenza romana punta sulla comunicazione

 

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Umberto BroccoliQuasi un piccolo manifesto programmatico quello che il neo Soprintendente ai beni culturali capitolini Umberto Broccoli ha snocciolato in Campidoglio, in occasione della presentazione della mostra L’Apollo di Mantova, realizzata in un ottica di scambio-di-capolavori con il Palazzo Ducale della città virgiliana. “La manutenzione” è e soprattutto sarà il primo caposaldo della gestione Broccoli, e come potrebbe essere diversamente per un soprintendente che, oltre a volto noto della tv e voce seguitissima di Radio Rai, è anche un archeologo. Il secondo punto, invece, è decisamente più innovativo: “la comunicazione”. Didascalie più semplici nei musei, rapporto con i giornalisti e con la stampa, chiamare le cose con il loro nome. “Se viene ritrovata una brocca va chiamata ‘brocca’, se c’è un tubo di piombo va chiamato ‘tubo di piombo’, non ‘fistula plumbea’ che sa tanto di malattia infettiva”. I musei romani, insomma, dovranno essere semplici. “Che è diverso da facili” come d’altronde succede in tutta Europa dove nei musei “non ci si può annoiare”. “La comunicazione”, ha chiosato il soprintendente, “è alla base della conoscenza ed è il percorso migliore verso la tutela perché si è portati a tutelare ciò che si conosce, ciò che è vivo, non ciò che è solamente reliquia”.

[exibart]

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