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Le parole precise preferiamo non riferirle, ma possiamo dire che quelle riferite al nuovo stadio – con annesso centro d’arte contemporanea – progettato a Firenze da Massimiliano Fuksas non erano propriamente un esempio di bon ton. Era ospite qualche giorno fa della trasmissione Bene bene male male di Controradio, l’assessore alla cultura Giovanni Gozzini, e in quell’occasione lanciò i suoi strali contro il progetto e i suoi promotori, i fratelli Della Valle. Ora quelle “colorite” dichiarazioni gli hanno consigliato le dimissioni, subito accettate dal sindaco Leonardo Domenici. “Le opinioni espresse – ha dichiarato Gozzini nella lettera indirizzata al sindaco – erano a titolo personale e frutto di una conoscenza approssimativa della vicenda legata al progetto di realizzazione di un nuovo stadio per la città di Firenze, ma hanno assunto un rilievo politico per me del tutto inaspettato e che tuttavia mi pone in una condizione di imbarazzo e di difficoltà nel proseguire il mio lavoro di assessore”. “È stato un colloquio chiarificatore, molto utile e sereno – ha replicato Domenici -, al termine del quale ho ritenuto opportuno riprendere le deleghe nelle mie mani”.
[exibart]












senz’altro è una curiosità trash e morbosa, ma chissà quali sono state le parole dell’Assessore… comunque fa inorridire il pasticciaccio tra stadio e museo d’arte contemporanea (almeno questo è quello che si capiva dal servizio trasmesso dal tg qualche giorno fa)… siamo davvero al che c’azzecca? e poi, scusate, ma ormai ogni volta che sento fuksas mi viene in mente geppy fuksas, il presentatore caratterizzato da verdone in ‘perdiamoci di vista’, prototipo del telecafone ignorante, specchio dei tempi de’ noantri… carlo, se ci sei batti un colpo e dimmi se massimiliano pigliatutto c’entra qualcosa o no
Le parole dell’Assessore si possono trovare sul sito di Controradio, ed esprimeono bene, in modo un po’ icastico, il pensiero di tanti fiorentini onesti. In quanto all’arte contemporanea assistiamo alle solite “furbate alla fiorentina”. Anche nell’area ex-Galileo, eravamo alla fine degli anni Settanta, fu previsto, per fare digerire la colata di cemento, un centro d’arte contemporanea. Il guru dell’architettura in quel momento interpellato(per il museo d’arte contemporanea) era Gregotti(quello dello Z.E.N: di Palermo). Risultato: stravolgimento totale, dal punto di vista costruttivo e sociale, di un quartiere operaio e museo mai entrato in funzione. Adesso l’edificio destinato a tale funzione è lì, vuoto, inutilizzato e in via di degrado, ennesimo monumento allo sperpero di denaro pubblico.
Francesco Rosi per il suo film “Le mani sulla città” non si è ispirato a Firenze, ma oggi troverebbe una grande quantità di materiali nella Città del Giglio!
Perché quando una bella iniziativa parte grazie ai “soldoni” di un privato, tutti la criticano? Se aspettiamo le azioni di arte pubblica promosse con i soldi pubblici (ce ne sono ancora?) non si arriverà mai a nulla… e nemmeno si partirà… E poi smettiamola con la mentalità all’italiana che vede in tutto ciò che è nuovo e contemporaneo un pericolo per il Bel Paese. Tutto, a suo tempo, è stato contemporaneo..