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Molti penseranno subito alla solita azione neo-futurista di Graziano Cecchini, una versione “umanizzata” delle palline gettate dalla scalinata di Trinità dei Monti. Bamboli gonfiabili – di nome Billy I doll – che si muovono sui treni e nella metro, passando – siamo sempre a Roma, giovedì 2 ottobre, fra le 7,30 alle 10,30 di mattina – dalla stazione Termini, dalla Sapienza, da San Pietro, per radunarsi a piazza a Montecitorio per un’ultima provocatoria sfilata. Potrebbe trattarsi di una performance di arte urbana, ma invece è solo l’idea pubblicitaria di Eastpak, il famoso marchio di zaini, cartelle e borse, per presentare la nuova linea abbigliamento…
[exibart]












Questo la dice lunga su quanto sia finito in basso il concetto di arte contemporanea.
Grazie all’amico Cattelan, ai suoi amici cloni, alle riviste d’arte che sognavano di diventare testate scandalistiche alla Novella 3000, e a tutti gli amici delgi amici che ci si sono arricchiti.
non ci capite piu niente neanche voi! ma lo volete capire che siete inutili sorpassati…il vostro ruolo di curatori, critici…giornalisti e’ finito da un pezzo!
aridatece melozzo da forlì!
credo che nell’epoca della new economy, del libero mercato, del caos di immagini la pubblicità con i suoi art directors sia la nuova arte, quella che più è degna di celebrare i nuovi poteri….. del resto gli artisti -pittori scultori architetti musicisti attori- in ogni tempo sono stati servi, illustratori e decoratori, del potere temporale o religioso che fosse, per rappresentare e pubblicizzare la loro “immagine” con feticci sempre più grandiosi e preziosi……in ogni opera l’essere umano asservito ha potuto lasciare qualche traccia del proprio pensiero e sentimento, ma quello che rimane riconoscibile è comunque il marchio di cui l’opera si fregia……