04 novembre 2008

Cicelyn DJ al Madre, controlli (e una denuncia) per Madrenalina

 

di

Eduardo CicelynQuesta discoteca non s’ha da fare. Dev’essere stata più o meno questa l’intimazione dei vigili urbani di Napoli quando, lo scorso 31 ottobre, hanno fatto irruzione al Madre. Un giovedì come tanti, al museo di via Settembrini 79, come se ne susseguono da un anno, da quando cioè negli spazi del Beaubourg partenopeo è cominciata a scorrere la Madrenalina delle videoproiezioni e dei dj set pensati dal creativo Ciro Cacciola, re del by night cittadino. Sono iniziate così le file, sia alle soirée infrasettimanali che all’“Apemadre” della domenica, appuntamenti divenuti un must per una movida di target medio-alto, fatta di giovani e meno giovani che da altri (e alti) quartieri scendevano al museo per un drink, quattro chiacchiere e quattro salti. E sono proprio i quattro salti ad aver scatenato il terremoto. Sicché, dopo «un fine settimana un po’ turbolento», tra carta bollata e carta stampata, il direttore Eduardo Cicelyn ha convocato i giornalisti per chiarire la vicenda. Che è, in sintesi, questa: giovedì scorso alle 23,30, una pattuglia di vigili si presenta al Madre. Dentro, ci sono già 300 persone. Altre aspettano in coda. Inizia l’ispezione, che va avanti fino alle 2 del mattino e che si conclude con il sequestro dei blocchetti dei biglietti e con la denuncia del direttore Eduardo Cicelyn per violazione dell’articolo 80 del Tulps (testo unico per le leggi di pubblica sicurezza). In sostanza, il museo si sarebbe trasformato in una discoteca abusiva «di tipo commerciale» e “Madrenalina” non sarebbe l’evento culturale per cui Donnaregina disponeva da tempo di tutte le autorizzazioni di rito. Imputazione poi “corretta”, a detta di Cicelyn, appellandosi a motivi di sicurezza, quali la mancanza di finestre o il malfunzionamento degli impianti di areazione. Inevitabile il putiferio, politico e “filosofico”. Il primo vede scendere in campo esponenti di partiti, associazioni di categoria ed istituzioni, sulla scia del primo “denunciatore” della faccenda, il consigliere comunale del Pdl Raffaele Ambrosino, sostenitore, tra l’altro, di una tesi definita «sconcertante» dal numero uno di via Settembrini, ovvero: i numerosi biglietti staccati per “Madrenalina” servirebbero per gonfiare i borderò del Madre, in modo da attingere a più cospicue sovvenzioni pubbliche. Il secondo vede in prima linea ancora Cicelyn, il quale, dapprima ai vigili e poi in una lettera al quotidiano Il Mattino, puntualizza che non è certo compito della polizia amministrativa stabilire la valenza culturale di un’iniziativa che in altri paesi del mondo è già consuetudine, e che il Madre stesso concepisce come un «progetto curatoriale, alla pari delle mostre». Inoltre, si tratta di «una delle poche attività remunerative del Madre, con le quali il museo fa soldi» e che tuttavia – prosegue il direttore -, «in un Paese dove ci si lamenta dell’incapacità dei musei di fare cassa, ci viene rinfacciata. Noi produciamo lavoro e denaro, portiamo nella pubblica amministrazione denaro proveniente dalla società, contrariamente a quanto avviene di solito». Gli incassi dei giovedì, infatti – afferma Cicelyn – «ci consentono di tenere accese le luci». In cifre: il ricavato delle soirée finora è stato di 206.521 euro, la “bolletta della luce” del 2007 ammontava a 286.935 euro. Del resto – ribadisce Cacciola – la valenza culturale c’è, non solo perché le serate del giovedì annoverano nel percorso le installazioni del primo piano (quando non “traslocano” però nella Sala Polivalente al pianterreno), ma anche perché il ticket del divertimento contempla l’ingresso alle collezioni fino al week end successivo. Successo della “promozione”? In percentuale, un 30-35% di visitatori “conquistati” grazie a questo sistema. In quanto alla sicurezza, obbietta Cicelyn, il Madre dispone di «impianti che nessuno spazio pubblico a Napoli ha. Il museo è aperto da tre anni e durante gli opening accoglie fino a duemila persone: se non ci fossero le condizioni di agibilità sarebbe una follia…. ». E se qualcuno arricciasse ancora il naso di fronte alla profanazione di un tempio dell’arte, si citano analogie internazionali (dal Macba Barcellona al PS1 di NY), di fronte alle quali il direttore si chiede perché il Madre debba pagare lo scotto di essere «all’avanguardia e di essersi sprovincializzato». E la conservazione delle opere? Già Exibart in passato aveva documentato come alcune sculture del Madre, nella fattispecie quelle di Richard Serra, venissero usate con una certa disinvoltura proprio dagli avventori mondani. No problem, è la replica: i grandi blocchi, teoricamente destinati all’esposizione en plein air, hanno ricevuto appositi trattamenti “antimacchia”. In ogni caso, il popolo della notte può star tranquillo: “Madrenalina” continua e, dal 16 di novembre, riprenderà anche “Apemadre”. The show must go on. (a. p.)

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[exibart]

3 Commenti

  1. apprendiamo dunque che i musei pubblici italiani fanno marchette a spese del contribuente, perchè la cultura si sa è un concetto molto ampio o solo una foglia di fico?

  2. un’altra cosa difficile da capire è la massiccia campagna lanciata dal ‘corriere del mezzogiorno’ a sostegno dell’iniziativa, con tanto di sondaggio sul sito web. perché un giornale si schiera così apertamente con una manifestazione che – onestamente – di culturale non ha praticamente niente? o vogliono farci credere che davvero quattro video ai quali le persone neppure fanno caso e un po’ di selezione musicale siano “cultura”? a questo punto, è davvero molto più leale l’ammissione del direttore a proposito della necessità di “fare cassa”.

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