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Magari qualcuno lo avrà avvertito, per cui lui si terrà alla larga dal museo di Corso Galileo Ferraris. Parliamo del gallerista Ermanno Tedeschi, che dopo l’inaugurazione di Artissima, aveva alzato un gran polverone a causa di un’opera di Giovanni Morbin raffigurante una svastica. Fino a indurre la galleria Artericambi – dopo una mediazione del direttore Andrea Bellini – a “vendere” al più presto l’opera. Capita che recandosi in visita alla Gam, ci si imbatta però in ben due opere ispirate al drammatico simbolo: un oggetto di Enzo Mari, presente per la mostra L’arte del design, ed uno dei famosi dipinti di Franco Angeli, questo addirittura nella collezione permanente…
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non credo proprio che l’opera di Angeli sia pro-nazi
Non conosco l’opera di Giovanni Morbin e quindi non sono in grado di valutare se la reazione di Ermanno Tedeschi sia giusta o meno, in questi tempi di revisionismo non si può sapere a cosa si va incontro.
Conosco però l’opera di Enzo Mari: severa e geniale denuncia alla responsabile colpevolezza del singolo individuo che, forse, incosapevolmente si rende partecipe di una delle più atroci vicende della storia; un momento di riflessione fortemente educativo. Ben vengano opere come questa!
Alessandro
perchè quella di morbin si? ma daiiii , ma che faccenda è ? tedeschi l’ha fatto solo per rompere i maroni perchè l’hanno escluso, anzi, propongo un altro punto di vista, per altro di grande attualità riguardo le faccende su pio xii: MA VI PAR GIUSTO CHE ERMANNO TEDESCHI , CHE APPARTIENE ALLA GRANDE E NOBILE RELIGIONE EBRAICA, STRUMENZALIZZI L’ OPERA DI GIOVANNI MORBIN? è RISPETTOSO NEI CONFRONTI DELL’EBRAISMO STESSO? data la palese futilità del pretesto? ma daiii!