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In realtà quasi tutto il palazzo era già di proprietà del demanio, fin dal 1982. Qualsiasi visitatore vi può infatti già ora ammirare reperti straordinari come il Trono Ludovisi, la Galata suicida, o il Sarcofago Ludovisi. Esposti nel Museo Nazionale Romano, o quantomeno nella sezione di “storia del collezionismo”, che dal 1997 espone qui le sculture della collezione Boncompagni-Ludovisi, della collezione Mattei e di altre collezioni antiche, oltre alla “raccolta egizia” del museo. Tuttavia un’ala di Palazzo Altemps – questo l’edificio in questione, situato a Roma in Piazza di San Apollinare, nei pressi di Piazza Navona -, nelle complesse vicende del passaggio di proprietà dal Vaticano allo Stato italiano era rimasta “esposta” alle mire di speculatori privati. Dopo anni di trattative, nelle scorse settimane finalmente lo Stato ha perfezionato la transazione, e per una cifra vicina ai 28 milioni di euro è entrato in possesso del 100 per cento del palazzo, costruito nel XV secolo dalla famiglia Riario e rinnovato nel XVI secolo dal cardinale Marco Sittico Altemps, che gli ha dato il nome.
[exibart]












Il Galata morente è un uomo non una donna!