15 gennaio 2009

6 giugno 2009: parte l’era Punta della Dogana. Ecco la controbiennale di Bonami?

 

di

Tadao Ando con Francesco Bonami e Alison Gingeras (photo Graziano Arici)
La precisione è quella di un orologio svizzero, anche se qui in verità si mischiano un po’ d’improvisation francese, con un po’ di pragmatismo giapponese. Trapiantati in Italia, “a miracol mostrare”. Si era detto primi di giugno, e – con un rispetto degli impegni inusitato per l’italica indole – giugno sarà. Parliamo dell’attesissima inaugurazione al pubblico del Centro d’arte contemporanea Punta della Dogana, per il quale François Pinault ha affidato il restauro dello storico complesso del XVII secolo all’architetto giapponese Tadao Ando. Ora il magnate d’oltralpe annuncia che l’apertura avverrà sabato 6 giugno, nei frenetici giorni del vernissage della Biennale di Venezia. L’esposizione inaugurale, curata da Alison Gingeras e Francesco Bonami, coinvolgerà simultaneamente Punta della Dogana e Palazzo Grassi, presentando le opere in armonia con le caratteristiche e l’atmosfera di ciascuno spazio: un’indagine più intima, privata, da una parte, e uno sguardo rivolto al mondo esterno dall’altra. Insieme le due parti dell’esposizione daranno vita a un dialogo tra artisti di diverse generazioni, offrendo una molteplicità di espressioni e sensibilità artistiche.

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Info: www.palazzograssi.it

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5 Commenti

  1. Malgrado l’incerta e deboluccia “Italics”,se Francesco Bonami farà qualcosa in contemporanea alla “biennaletta” del duo della B,Buscaroli-Beatrice,potrà essere motivo di autentico sollievo, per non dir di gioia(senza esagerare,ovviamente).
    Mostrare della nostra arte solo “gli altri” era veramente troppo.

  2. quantomeno pare che queste sfide ciclopiche, in un modo o nell’altro, stiano riportando venezia ad un ruolo di protagonista della cultura contemporanea in Italia. Dopo quarant’anni la nebbia forse si dirada.

  3. Caro Giuliano cosa intendi con “gli altri”?. Al di là di quello che faranno i due del Padiglione vi sono molti “altri” nel sistema dell’arte italiano degli ultimi vent’anni, al di là della pittura, di assoluto valore. Basta far vedere il politicamente corretto e gli omologati al sistema, direi.

  4. Caro X,(meglio firmarsi,che male può fare?)
    grazie dell’attenzione prestata al mio scritto.Naturalmente gli”altri” erano intesi solo come pittori.Concordo sul fatto che molti altri artisti al di fuori della pittura siano significativi e ingiustamente abbiano poca considerazione.
    Temo proprio che anche in questa occasione in pochi l’avranno.Le premesse ci sono tutte.Doveroso sarebbe che qualcuno seriamente si occupasse di loro per una mostra esemplare.
    Il titolo? “Gli altri”.
    Speriamo succeda.
    Un cordiale saluto.

  5. Caro Giuliano,

    apprezzo e condivido la tua risposta.Per quanto riguarda l’anonimato mi svelo solo quando è assolutamente necessario. In passato mi sono esposto troppo per un sistema che non lo meritava

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