18 gennaio 2009

L’Arte è industria? Negli Usa sedici volte più che in Italia…

 

di

64364A fronte della ricchezza del patrimonio culturale Italiano, rispetto alle realtà estere esaminate, emergono enormi potenzialità di crescita non ancora sfruttate. Il ritorno ‘commerciale’ sugli asset culturali degli USA è circa 16 volte quello italiano; quello della Francia e dell’UK è tra 4 e 7 volte quello italiano”. Dati sconcertanti, capaci di fotografare lo stato dei beni culturali italiani meglio di qualunque saggio, o riflessione. Sono solo alcuni di quelli che emergono dal rapporto della PriceWaterhouseCoopers sullo stato economico dell’arte, presentato in anteprima in occasione del convegno Arte è industria, promosso a fine novembre 2008 a Prato dal Centro Pecci in collaborazione con Amaci e Confcultura, e ora diffuso. Il rapporto analizza le realtà di Spagna, Regno Unito, Francia e Germania, oltre all’Italia. Altre “chicche”? “Il fatturato generato dal settore culturale e creativo in Italia è pari a 103 miliardi di euro, posizionandosi dopo UK (circa €190 mld), Germania (€158 mld) e Francia (€166 mld). Ultima compare la Spagna con un fatturato di 60 miliardi di euro”. Fino al clamoroso: “Il fatturato del segmento turismo culturale in Italia nel 2008 si aggira intorno ai 140 miliardi di euro, posizionandosi all’ultimo posto tra i cinque paesi analizzati”. Un’ampia e approfondita riflessione sul rapporto troverà spazio sul numero di fine marzo di Exibart.onpaper

[exibart]

3 Commenti

  1. queste cifre non dicono niente, la Francia inietta artificialmente ingenti somme dei contribuenti, gli americani fanno fatture pompate per non pagare le tasse e l’Italia fa un sacco di nero. Dunque dividiamo per 3 o 4 la cifra statunitense e moltiplichiamo per 3 o 4 quella italiana e siamo più vicini alla realtà.

  2. rimane però il fatto che l’ Italia possiede almeno il 50% del patrimonio artistico MONDIALE e non sa come valorizzarlo. è ancora patria di artisti e artigiani eccellenti che non riescono a trovare spazi validi nel proprio Paese e sono costretti a guardare fuori per essere riconosciuti e apprezzati.
    abbiamo potenzialità strepitose e radici salde nella cultura millenaria della nostra terra, ma non siamo in grado di coglierle e offrirle nel modo adeguato.

  3. la solita guerra dei numeri…..si fa ancora poco o nulla per incentivare l’esistenza di artisti operanti in maniera dimostrabile in italia forti del solito vecchissimo patrimonio artistico.
    Vecchi mestieri vengono dimenticati e artisti contemporanei come scultori monumentali vengono abbandonati da un sistema economico globale che li costringe ad inventarsi attrezzi pagando cifre spropositate DIMENTICATI completamente dalle istituzioni competenti che costringono all’estinzione o alla morte delle possibilita creative italiane!!!!!!!!!

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui