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Sono passati vent’anni, dalle proteste della Piazza Tiananmen represse tragicamente dal regime cinese. Eppure certi vizi, in particolare quello della censura, sembrano non voler tramontare. E a farne le spese è anche l’arte contemporanea. Come la mostra 20 Year Anniversary of China/Avant-Garde Exhibition, una rievocazione di un’importante esposizione tenutasi nel 1989 alla National Art Gallery di Pechino, che forse ha pagato la concomitanza della ricorrenza con le proteste studentesche. Ed infatti è stata improvvisamente soppressa dalle autorità, “perché non è stata correttamente registrata negli uffici competenti”, si è sentito contestare il curatore Gao Minglu, in una telefonata la notte precedente l’inaugurazione. Stessa sorte per un’altra galleria che aveva in programma la proiezione del documentario Seven Deadly Sins, dedicato alla performance art nel 1989.
[exibart]











