11 febbraio 2009

Dal Futurismo a Rauschenberg, ecco il 2009 della Collezione Guggenheim

 

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Umberto Boccioni - Dinamismo di un ciclistaIl 2009 è l’anno del Futurismo, e già ci siamo abituati all’invasione di iniziative le più disparate, che nella maggior parte dei casi si accodano alla voga, sfruttando “la scia” pubblicitaria della magica parolina. Non è certo il caso della Collezione Peggy Guggenheim, abituata a tenere sempre ottimi livelli qualitativi, che comunque non manca di pagare pegno alla Futurismania. Lo fa con la mostra Futurismo nella Collezione Gianni Mattioli, a cura di Philip Rylands, piccola ma preziosa presentazione che include lavori iconici di ciascuno dei cinque artisti firmatari del Manifesto tecnico della pittura futurista pubblicato nel 1910, Balla, Boccioni, Carrà, Russolo e Severini, insieme a quelli di altri artisti legati al movimento, come Rosai, Sironi e Soffici. La mostra di primavera della Guggenheim sarà invece Temi & Variazioni. Dalla grafia all’azzeramento, curata da Luca Massimo Barbero, che esplorerà le variazioni del segno come codice, riferimento, griglia, citazione, alfabeto ed espressione, approdando all’azzeramento: il monocromo, l’apparente vuoto. Ad aprire la stagione estiva sarà Rauschenberg: Gluts, dal 30 maggio al 20 settembre a cura di Susan Davidson e David White, mostra che presenterà per la prima volta in Italia una selezione di circa 40 sculture del celebre artista statunitense, provenienti da istituzioni e collezioni private americane e internazionali. Da ottobre la Collezione ospiterà la mostra Maurice Prendergast in Italia, a cura di Nancy Mowll Mathews, che riunirà per la prima volta le opere dell’artista post-impressionista americano realizzate all’indomani di due importanti viaggi in Italia, il primo nel 1898, il secondo nel 1911.

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www.guggenheim-venice.it

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