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L’annoso diverbio a primo impatto fa tornare alla mente – con un sorriso – un’Italia che fu, quella fotografata alla perfezione da Giovannino Guareschi nella saga di Peppone e Don Camillo. Chiesa contro “potere temporale”. Ma qui la cosa si fa improvvisamente seria, perché di mezzo c’è un grande capolavoro dell’arte italiana. È la Madonna del Parto di Piero della Francesca, da decenni al centro di contrasti fra il Comune di Monterchi e la diocesi di Arezzo, Cortona e Sansepolcro circa la responsabilità e la competenza per l’esposizione e la valorizzazione, con tanto di strascichi giudiziari. Prima esposto al cimitero, poi nei locali di una ex scuola. Ora pare sia arrivato l’accordo definitivo, che dovrebbe compendiare le esigenze di fruizione culturale e museale del celebre affresco, con l’interesse alla venerazione dei fedeli. L’opera sarà esposta nell’ex monastero delle Benedettine di Monterchi, che diverrà Oratorio della Madonna del Parto a favore delle gestanti e della comunità di Monterchi, con tanto di funzioni religiose programmate in alcuni giorni dell’anno. Ma ora si comincerà a discutere di spese di allestimento e di gestione. A Peppone non la si fa…
[exibart]











