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[exibart]












la difficoltà, per la giuria del Turner price, è di scegliere tra la pittura e il fumo.
Invece in Italia tutti fighi,cool e creativi, che provincialmente la snobbano e scrivono articoli senza averla mai ne vista e conosciuta…I pittori sanno fare parecchie altre cose,a differenza di chi fa il nulla perchè vuoto di idee,concetti e talento.
Come ovunque,è meglio gestire un creativo vuoto da vestire con gli abiti che più aggradano e non un uomo che i vestiti sa toglierli lasciandoci nudi.
Questa storia di doversi sempre porre quesiti tra pittura e non pittura. Invito tutti, collezzionisti compresi, a distinguere tra qualità e non qualità pensando che l’oggettività esiste, ed è come la democrazia.
segnalo questo ottimo articolo di Luca Beatrice sui finalisti del Turner Prize:
http://www.libero-news.it/articles/view/540325
a dire il vero leggendo l’incipit entusiasta per la Controriforma in atto, ci si aspetterebbe un qualche Verlato o Galliano in salsa albionica…e invece scopriamo che, su quattro finalisti, due fanno installazioni e occasionalmente qualche disegno “concettuale”, uno è “più grafico che pittore” e l’ultimo sarebbe un pittore (49enne) ma poi si scopre che i suoi “non sono esattamente quadri ma installazioni effimere, wall drawing, installazioni ambientali”.
Allora io mi chiedo: è già il caso di far partire la fanfara per il ritorno al figurativo quando invece il panorama è così evidentemente frastagliato da non permettere previsioni né categorizzazioni? La giuria è stata coraggiosa, certo, nel rispedire al mittente orrorismi vari e new new new sensations, ma nemmeno mi pare che ci troviamo di fronte ad uno dei salons ufficiali dell’800…
Come sempre le barricate trovano terreno fertile solo nelle polemicuzze de noantri, mentre non ha senso etichettare “chi nella pittura non cerca emozioni ma distacco e approccio mentale”. Perchè forse l’approcio mentale non esclude le emozioni…
La pittura è pure sempre più del 75% del mercato dell’arte, poi ci sono le fondazioni che si fanno un bel 90% di false fatture con il concettuale. L’arte dov’è? nelle false fatture o in quelle vere?
Oh, finalmente! Apprezzo la sincerità e annoto: “l’arte si valuta in base alle fatture”
luca rossi impara l’italiano prima di regalarci le tue verità assolute.
Minotti, eccc al turner prize