11 giugno 2009

Morto Adriano Ronchini, apristrada del contemporaneo in Umbria

 

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Aveva lanciato e – a suo modo – vinto una sfida che sembrava impari. Portare l’arte d’oggi in una regione come l’Umbria, fermamente rivolta – per vocazione storica – alla grande arte di ieri. E per la sua galleria di Terni sono passati in quasi venti anni personaggi che ne hanno fatto un punto di riferimento, da artisti storici come Daniel Buren, Joseph Kosuth, Alighiero Boetti, Frank Stella, Michelangelo Pistoletto, al gruppo della Nuova Scuola Romana di San Lorenzo, Pizzi Cannella, Nunzio, Gianni Dessì, Giuseppe Gallo, fino a giovani come Alex Pinna, Lucio e Peppe Perone, Matteo Basilè.
Adriano Ronchini è morto nei giorni scorsi nella sua città, dove aveva esordito come collezionista, frequendo personaggi come Emilio Mazzoli, Mario Schifano, Giovanni Carandente, Gianni Piacentino, Achille Bonito Oliva. Amava profondamente l’arte concettuale e l’arte povera, e fu tra i primi a scommettere su artisti come Pistoletto, Castellani, De Dominicis ed altri della sua generazione. Il suo esempio nella conduzione della Ronchini Arte Contemporanea viene ora raccolto dai figli, che già da tempo lo affiancavano in galleria. (m. m.)

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www.ronchiniarte.com

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5 Commenti

  1. Conosciuto in un’unica ma deliziosa occasione. L’immagine della signorilità, quella autentica, diretta e nient’affatto snob. Un abbraccio a Lorenzo

  2. Ricordo la sua squisita disponibilità al prestito di opere della sua collezione in due mostre pioneristiche del contempornaeo in Calabria:”Moderno Estremo” a Palazzo Vitari di Rende e “Mitici Sessanta” al Complesso Monumentale del S. Giovanni a Catanzaro. Con Rochini se ne va un signore dell’arte e un appassionato operatore culturale.

  3. Caro Adriano,
    solo ora dopo averti cercato tante volte, come succedeva in passato quando ti eclissavi per lunghi periodi, ho saputo che non sei più con noi.
    Non avrei mai immaginato una cosa del genere io molto più vecchio di te e con tutti i miei problemi.
    Non lo avrei mai immaginato anche perchè nelle lunghe chiacchieraqte su alimentazione e latti, pappine e omogeneizzati, olio d’oliva e ovviamente arte, eri l’immagine della sicurezza concreta e scanzonata che non poteva assolutamente venire a mancare.
    Eri l’immagine della cortesia, della simpatia, dell’intelligenza e del sapere scientifico, sul quale ci confrontevamo e spesso venivi dalla mia parte, e sull’arte che cercavo di imparare da te come tu dicevi perchè io sapevo solo di scienza. Anche i tuoi antichi legami con le Marche, l’amore per il mare e la buona cucina ci legavano anche se negli ultimi anni avevamo perso un po’ i contatti.
    Caro Adriano, il tuo sapere, la tua abilità, la tua intelligenza i tuoi insegnamenti sull’arte ci mancheranno moltissimo.
    G. Caramia

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