14 giugno 2009

Che fine ha fatto Carlo Erba? L’archivio dell’artista contro la mostra milanese

 

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Carlo ErbaCom’è possibile che proprio a Milano questo artista, proveniente da una delle maggiori famiglie meneghine dell’epoca (gli Erba della Farmaceutica) sia del tutto cancellato, tanto da non apparire neppure con un disegno nella sezione dedicata al gruppo Nuove Tendenze?”.
Si è conclusa da pochi giorni, a Palazzo Reale di Milano, la mostra Futurismo 1909-2009. Velocità + Arte + Azione, e solo ora – “non abbiamo voluto sollevare polemiche in corso d’opera” – giungono le critiche di Marco Rossi Lecce e Francesca Franco, creatori dell’Archivio Carlo Erba, per l’esclusione dell’artista dall’importante mostra, proprio nella sua città. “Possibile che il Comune di Milano non sia in grado di curare la memoria delle personalità che hanno contribuito a farne una città all’avanguardia nell’arte e nella cultura?”, si domandano amareggiati. “La mostra, patrocinata da un’istituzione pubblica in un’occasione importante come il centenario del Futurismo, avrebbe dovuto essere un’occasione preziosa per ridefinire, approfondire, rinnovare e rilanciare lo stato delle ricerche. Sarebbe potuta essere l’occasione tanto attesa per ritrovare opere e riscoprire autori che non fossero quelli – sempre gli stessi – dettati dagli interessi del mercato. Al contrario, nonostante le sue velleità totalizzanti, la mostra si è appiattita sul gioco a effetto di belle scenografie e di presenze scontate. Sulla riproposizione del già detto, su copie del già fatto”.
Ma magari i curatori non ritenevano Carlo Erba una figura di primo piano del movimento? “Questa è solo volontaria cecità – rispondono Rossi Lecce e Franco -, perché così non è stato, tanto che fu la stessa Margherita Sarfatti a firmare l’articolo sulla sua prematura scomparsa, al fronte, nel 1917, nelle file degli Alpini…”.

[exibart]

5 Commenti

  1. Futurismo a Milano / Gli artisti e la guerra
    Molto interessante la mostra Futurismo 1909-2009 a Milano a Palazzo Reale.
    Avrebbe potuto contenere anche un capitolo sugli artisti nati tra il 1882 e il 1888 e scomparsi prematuramente a causa della guerra (Umberto Boccioni, Antonio Sant’Elia, Giuseppe Camona, Carlo Erba) o delle conseguenze (Aroldo Bonzagni).
    Meriterebbe una trattazione approfondita e una mostra autonoma il tema “ La guerra sola igiene del mondo “
    estratto dal 9° punto del Manifesto Futurista senza tralasciare il resto del contenuto:
    “Noi vogliamo glorificare la guerra – sola igiene del mondo – il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore del liberatori, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna” pubblicato il 5 Febbraio 1909 sulla Gazzetta dell’Emilia. Alberto Bolzani

  2. Ebbene si! Sono un gallerista e mi occupo delle ultime tendenze e di giovani. Ma sono anche il pronipote di Carlo Erba, fratello di Bianca, mia nonna materna, da cui ho ereditato nel 1970, materiali, documenti, fotografie, disegni e dipinti del mio prozio. Negli anni successivi, con l’aiuto prezioso di Enrico Crispolti, massima autorità mondiale del futurismo, escuso, arbitrariamente, anche lui dalle celebrazioni del centenario, ho creato l’Archivio…tutto quì!
    Marco Rossi Lecce

  3. Mi spiace, ma non sono daccordo con lei. La mostra milanese si sarebbe potuta intitolare: “Niente di nuovo sotto il sole!” Una scontata presenza di artisti, senza nessuna sorpresa o novità. Per Camona ha ragione, una mancanza in più. Molto bella invece è la mostra su F.T.Marinetti alla Fondazione Stelline di Milano: ampia, rigorosa e piena di inediti, curata da Luigi Sansone, a proposito lui ha curato due mostre sulle famose vicende del Battaglione Lombardo Volontari Ciclisti, e sul primo scontro a fuoco dei futuristi, a Dosso Casina. Erano: Marinetti, Boccioni, Erba, Sant’Elia, Russolo, Piatti, Sironi. Fra in non futuristi c’erano anche il pittore Anselmo Bucci e altri intellettuali fra cui il critico Mario Buggelli. La mostra quindi tratta proprio delle problematiche sulla guerra di cui lei fa cenno.

    Cordiali saluti
    Marco Rossi Lecce

  4. Son un medico torinese di 62 anni.

    Circa una ventina di anni fa, vidi sulla copertina di una rivista medica (non mi ricordo quale, ma devo averla in qualche cassetto) , la riproduzione di un quadro del pittore milanese Carlo Erba.

    Il dipinto era intotolato :”Trottole che vanno”, e mi colpì moltissimo.

    A suo tempo feci alcune ricerche scrivendo – allora non si mandavano ancora mail…, o almeno io non le mandavo – alla direzione della Rivista e al Critico ( ricordo solo che era una donna…), per sapera se potevo avere l’opportunità di vedere il quadro.

    Gentilmente mi venne risposto dal critico che, facendo parte di una collezione privata, ciò non era possibile.

    Allora mi rassegnai a contemplarne di tanto in tanto la riproduzione.

    Oggi , girovagando su Internet, ho visto un commento all’articolo : ” Che fine ha fatto Carlo Erba? L’archivio dell’artista contro la mostra milanese ” (che ovviamente condivido…! ed ho pensato di scrivervi … per riproporre la mia richiesta.

    In secundis, se non fosse possibile, gradirei avere notizie su Carlo Erba pittore
    Cordialità

    Paolo Scamuzzi

    Tel 011 5538011 cell 380 7303857 fax 011 19790028

    Sono su Facebook

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