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Quando – nel maggio del 2008 – la mostra venne annullata, Linea d’Ombra (la società del critico veneto) aveva già provveduto a realizzare cataloghi, materiali promozionali, ad acquisire la pubblicità, con investimenti di quasi 400mila euro. E se a cercare di ricomporre la situazione con il Louvre erano intervenuti perfino i ministri Frattini e Bondi, nei mesi successivi la rottura Goldin era stato accantonato da parte dall’amministrazione comunale che aveva provveduto ad organizzare l’evento senza appoggiarsi alla sua struttura. A quel punto Goldin si è sentito scippato anche dell’idea e non c’è stato a finire, come nella più classica commedia, cornuto e mazziato.
La richiesta di risarcimenti è arrivata ieri al comune, mentre il sindaco Flavio Tosi ha già messo le mani avanti spiegando che le responsabilità della mancata realizzazione non sono in nessun modo da imputarsi all’amministrazione veronese. (daniele capra)
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