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La grafica (senza voler commentare ulteriormente il logo), come fa notare qualcuno, ricorda, in versione peggiorativa, quella di Spain.info; i contenuti sono scarni e di pessima qualità, gli errori abbondano. Moltissime pagine non fanno altro che rimandare a link esterni (al sito dell’Enit, di Pagine Gialle, dell’Aeronautica Militare). I video, tutti rigorosamente senza parlato – forse per risparmiare sulle traduzioni? – , sono microspot raffazzonati oltre che fiere del luogo comune italico (chiese, mare e piatti di spaghetti).
Nella pagina “Collabora”, tuttavia, scopriamo dalle parole della stessa Michela Vittoria Brambilla che il sito è in realtà solo “una versione demo del portale dell’Italia, che intende assolvere esclusivamente la funzione di spot promozionale per il nostro Paese”. Il progetto integrale, infatti, consultabile online, è assai più complesso e, sulla carta, discretamente aggiornato sulle ultime tendenze del web e del turismo. Le successive release del sito – commissionato ad ACI Informatica e stimato circa 5 milioni di euro – dovrebbero essere: rilascio prima versione del portale con informazioni turistiche complete, statiche e dinamiche (ottobre 2009); rilascio sistema B2C promo‐commercializzazione e social network (novembre 2009); avvio del marketplaceper gli operatori B2B (dicembre 2009). È vero che la speranza è l’ultima a morire, ma qui si comincia davvero a disperare…
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www.italia.it
Il progetto integrale (pdf)
[exibart]












Non voglio trarre in causa il mio lavoro, quindi faccio riferiemento diretto a Exibart, ottimo esempio italiano di portale internet funzionale in ogni suo aspetto…
Se a voi di Exibart vi dessero 45+5 milioni di euro, lo fareste un portale con un logo indimenticabile e una navigabilità, oltreché imamgine, perfette?!
Riuscireste a imbastire un “piccolo” manipolo di grafici, editor, giornalisti, programmatori, ecc. al fine di gestirlo a tempo pieno fino alla fine del mondo? (vista la cifra…)
Ecco.
Allora, senza scomodare grandi temi di discussione, non vi verrebbe voglia di “licenziare” (per sempre!) chi ha fatto questo scempio economico?
Mi sento personalmente seriamente offeso, anche per il fatto che non mi pare di aver visto, perquesto secondo tenativo, un altro (vero) bando di concorso per partecipare all’appalto (ma forse è meglio visto che chi poi decide non ha nessuna cultura in merito).
Non aggiungo altro.
Vergognatevi!