25 luglio 2009

Harry ti presento Odile. La dark-architetta del Macro romano impero (dell’arte)

 

di

Odile Decq (foto Wojciech Czaja. courtesy Architektur & Bau Forum)Volete sapere come fa Odile Decq a conciarsi così coi capelli? È lei stessa a dirlo sfoderando la sua verve ironica: “Metto le dita nella presa della corrente e sono bell’e pronta per uscire”. E in confidenza: “Quanto a me, alla mia predilezione per il nero, per gli abiti di pelle che una volta indossavo continuamente, è solo un gioco con il mio corpo, non posso farne a meno”.
E l’architettura? “Deve essere una cosa godibile, però non è tutto, rispetto al pubblico, l’architetto ha una forte responsabilità morale”. Sì, ma insomma questo black Gothic-look… “Non si lasci ingannare dalle apparenze!” Voilà! La punk-lady parigina si racconta in una recente intervista rilasciata al quindicinale austriaco Architektur & Bau Forum. Che l’ha titolata “Senza nero niente Odile” e pubblicata con un esclusivo ritratto fotografico a tutta pagina (che qui vi mostriamo per gentile concessione).
Il giornalista/architetto Wojciech Czaja la incalza scherzosamente vis à vis. Lei sta al gioco, ma non del tutto. Vengono fuori i suoi vezzi personali, ma anche le sue angosce dopo il lutto del marito e collega Benoit Cornette, morto per via di un incidente stradale in cui lei stessa rimase gravemente ferita.
Del Macro, il Museo d’Arte Contemporanea di Roma in cui Odile è artefice del tanto atteso ampliamento ancora in svolgimento, neppure un accenno. Dommage… (franco veremondi)

[exibart]

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