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Come già annunciato nel corso della seconda edizione da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco, direzione scientifica della manifestazione, il titolo della terza puntata del festival dell’arte Contemporanea di Faenza sarà Opere/ Works, inteso come un viaggio nell’arte a partire dal principio primo dell’arte, l’opera, i suoi significati, le pratiche del fare arte, progetti già esposti e in divenire.
L’organizzazione ancora non si sbottona su chi saranno gli speakers protagonisti, ma annuncia novità e ulteriori occasioni di incontro, a partire dal ciclo internazionale Ctalks, che farà viaggiare la C magenta nei luoghi dell’arte italiani e internazionali…
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www.festivalartecontemporanea.it
[exibart]












Si perpetua un’ottima idea per dare lustro ed autolegittimare gli organizzatori in italia e (ci sperano) all’estero. L’arte, le opere domani, le biennali ieri, sono pretesti, sono fulcri per una leva sulla quale si trovano studiosi,critici, curatori, pensatori, giornalisti, e qualche artistastar. Tutto va bene, nomi importanti partecipano perchè pagati profumatamente. Esempio che quando il sistema vuole coltivare il proprio orticello ci riesce in barba all’arte e agli artisti (anche se l’anno scorso c’erano solo quelle 50 persone che giravano ai diversi incontri). Gli operatori-gerarchi del sistema italiano prendono la scusa di un’italia fascista e arretrata per perseguire solo i propri interessi personali. Dimostrano che, quando vogliono, sanno organizzare eventi complessi. All’estero (germania e inghilterra per esempio) gli operatori (serota per esempio) non hanno scuse e quindi sono sempre costretti a dare il meglio. Vettese e compagnia fanno i furbi, si nascondono dietro un italia “sgaruppata” per poi fare solo quello che conviene ai loro interessi.