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Lo sciopero nasce principalmente dal fatto che cinque lavoratori con esperienza sono stati lasciati a casa nonostante l’accordo firmato Cisl, Uil e Biennale si basi sull’inserimento “in via prioritaria dei nominativi dei lavoratori che abbiano lavorato almeno un mese in via continuativa in occasione della precedente edizione”, e che dal prossimo anno non sia prevista alcuna lista di priorità formulata in base all’anzianità di servizio, mettendo a repentaglio un servizio centrato sulla professionalità, come si legge nella comunicazione firmata Lavoratori stagionali di Biennale e CGIL-Camera del Lavoro Metropolitana di Venezia.
I lavoratori stagionali aderenti allo sciopero puntano inoltre il dito contro i nuovi corsi di formazione, non retribuiti e senza la garanzia di un contratto; le comunicazioni a distanza all’Arsenale, da effettuarsi con mezzi propri; le divise (in un primo momento previste a carico del personale), consistenti in una maglietta per l’intera stagione. Oltre a straordinari, maggiorazioni domenicali e ore di servizio, che gli aderenti allo sciopero dicono di aver ottenuto dopo mesi, grazie all’intermediazione delle organizzazioni sindacali. (francesca guerisoli)
[exibart]











