02 novembre 2009

Tutto molto italiano. Alla Biennale si litiga, e il curatore di Architettura può aspettare…

 

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Il ministro BondiCorrevano le solite voci già da giorni, ma i toni restavano tranquilli, nessuna certezza neanche alle viste. Ci ha pensato Michele Anselmi su Il Riformista – prontamente ripreso da Dagospia – ad intavolare la questione con maggiore concretezza. Parliamo dei possibili, o forse probabili, cambiamenti ai vertici della Biennale di Venezia, tema attorno al quale si sta giocando una partita sotterranea che nulla ha da invidiare ai bizantinismi dorotei dei bei tempi che furono.
Facendo passare in secondo piano una scadenza che invece si fa sempre più pressante: la nomina del nuovo curatore della sezione Architettura, in sostituzione di Aaron Betsky, con la rassegna che si avvicina – dieci mesi al via – senza che il problema venga neanche messo all’ordine del giorno.
A tenere banco sono invece dinamiche che speravamo relegate al passato remoto, che Anselmi ha tentato di organizzare senza che comunque ne esca un quadro minimamente razionale: il ministro Bondi contrapposto al sindaco Cacciari, il governatore Galan schierato in difesa dell’attuale presidente Paolo Baratta, storie di consiglieri “ereditati” dal precedente governo e oggi scomodi, avvisi consegnati a mezzo stampa seguiti da risposte sibilline, presidenti papabili candidati – Alain Elkann, Luca Barbareschi – e probabilmente trombati…
E l’unica urgenza trascurata da tutti: un direttore da nominare, che quando avrà l’incarico si troverà a raffazzonare una mostra internazionale avendo a disposizione pochi mesi, ed un ambiente sempre più dilaniato…

[exibart]

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