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Sull’argomento se ne sono ormai sentite di tutti i colori, eppure i contorni della vicenda non sono ancora chiari. Hanno detto la loro politici di tutto l’arco costituzionale, ha tentato di rassicurare l’immancabile Vittorio Sgarbi, si sono messi in moto gli altrettanto immancabili dietrologi.
Parliamo della vicenda della presunta vendita dell’Archivio Giorgio Vasari, raccolta privata conservata ad Arezzo, oggetto di una fantomatica vendita ad una società russa, smentita – carte alla mano – dai responsabili istituzionali della conservazione, ma ancora all’ordine del giorno. Le ultime vicende parlano di un pignoramento da parte di Equitalia per debiti degli eredi del proprietario nei confronti dell’erario, mentre la Soprintenza archivistica della Toscana è stata nominata nel frattempo custode del bene.
Ora finalmente sulla questione interviene con una nota ufficiale il Ministro per i Beni Culturali, Sandro Bondi, che parla di “un patrimonio culturale di indiscusso rilievo, legato da un indissolubile vincolo alla città di Arezzo”.
Il Ministro inoltre conferma che “la Procura della Repubblica di Roma e il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale stanno procedendo nelle proprie indagini, mentre sta per essere conclusa l’ispezione all’archivio per verificare l’aggiornamento e la congruità dell’inventario, lo stato di conservazione dei beni e delle carte facenti parte del fondo e il rispetto effettivo del vincolo pertinenziale che ne determina l’inamovibilità dal luogo in cui sono attualmente depositate”.
[exibart]









