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Con un pezzo che in realtà analizza un po’ tutta la “new age” artistica capitolina, dallo stesso Maxxi al megaprogetto di Doug Aitken all’Isola Tiberina per Enel Contemporanea. Soffermandosi poi sul progetto di Odile Decq, con ampi brani di intervista al direttore Luca Massimo Barbero. Che dichiara fra l’altro, fiducioso: “Non ho un grande Warhol, né un fantastico Richter, ma questo può trasformarsi in un vantaggio, perché i visitatori non sanno in partenza cosa troveranno al museo. Necessariamente, questo posto deve diventare una macchina per stimolare la curiosità…”.
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una macchina per stimolare la curiosità o per vendere l’aria fritta?
“Non ho un grande Warhol, né un fantastico Richter, ma questo può trasformarsi in un vantaggio…” OK si farà come a Parigi dove anche i clochardes sono diventati una attrazione turistica. Turisti venite a Roma dove c’è l’unico museo di una capitale occidentale senza una collezione importante…
mi consolerò facendo un giro nel fornitissimo book store del museo d’arte contemporanea di Milano…
ma osservate la posa nella foto… si commenta da solo
hai ragione!