08 dicembre 2009

Sereno, su Miami. Primi bilanci ottimistici alla chiusura di Art Basel

 

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70936
Un’ottima edizione della fiera, che certamente ha confermato il trend di ripresa già avviato ad Art Basel in giugno. Negli ultimi dodici mesi, la maggior parte degli affari si sono conclusi con clienti già acquisiti; qui a Miami si sono visti invece molti volti nuovi”. Vanno sempre prese col beneficio di inventario, le dichiarazioni raccolte e diffuse da una fiera in fase di bilancio; eppure, se a esporsi è un pezzo da novanta come il newyorkese David Zwirner, qualche credito forse si può concedere.
Sono dunque positive le prime voci che giungono dopo la conclusione di Art Basel Miami Beach 2009, che nei cinque giorni di apertura ha richiamato 42mila visitatori negli stand delle oltre 250 gallerie, che presentavano opere di circa 2mila diversi artisti. E le voci che confermano i buoni risultati sono molte, voci che parlano di attenzione che resta ancora legata ad opere di alta qualità, di nomi già garantiti, e di una grande vitalità del collezionismo latino-americano.
Molti gli artisti che hanno voluto presenziare direttamente alla rassegna, da Chuck Close a Ingar Dragset, Claire Fontaine, Matthew Day Jackson, Kris Martin, James Rosenquist, Ai Weiwei, Pae White.
Già fissate le date per l’edizione numero nove, dal 1 al 5 dicembre 2010. Con l’umore più alto, se mr. Zwirner avrà visto giusto…

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www.artbaselmiamibeach.com

[exibart]

5 Commenti

  1. Sicuramente sara’ così, anche se la prima regola per limitare la crisi e’ dichiarare ottimismo. Lo dice qualsiasi manuale di economia e non Berlusconi. Io ho visto solo lavorare su valori consolidati e qualche piccolo azzardo su i giovani. Ma e’ giusto così. Questo permette una riflessione ed evita che i più giovani diventino impiegati a 20 anni.

  2. credo che chiunque, compreso luca rossi, ha il diritto di esprimere la propria opinione così come chiunque ha il diritto di contestarla, ma rispettando forma e contenuti. Non rispettare gli altri è segno di mancanza di rispetto per se stessi e mi riferisco a marianna e a EFWRG che oltre alla mancanza di forma non hanno ribadito neanche nel contenuto alle osservazioni di luca rossi. Io non sapevo chi era, ma sono andato a vedere il sito da lui indicato. Ora se non si è d’accordo si spiega il perchè: io non credo che la crisi sia finita, ma che il peggio deve ancora arrivare (certamente in italia) e questo è confermato dall’andamento del mercato dell’arte che viene usata come bene rifugio da chi la crisi non l’avverte se non per la necessità di investire i propri soldi in settori più sicuri (vedi l’oro) e con rendite migliori di quelle finanziare “sicure” come i titoli di stato scesi quasi a zero. Questa crisi da la conferma che l’arte è diventata merce (come l’oro, il cacao etc) e come tale segue l’andamento dei mercati finanziari. Io spero che l’arte riesca a superare la sua crisi e tornare ad essere un valore non materiale, ma culturale.

  3. caro dario, in realtà il mio intervento vuole esprime un assoluto apprezzamento nei confronti dell’opinione di luca rossi e non una contestazione. l’appellativo “saggio” non è utilizzato in maniera canzonatoria mentre il “diamine” è un segno di curiosità.

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