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Dal 18 febbraio al 13 giugno 2010, alle Scuderie del Quirinale, saranno esposti solo i dipinti concordemente considerati autografi. Il massiccio Cristo fustigato alla colonna da tre torturatori sarà a Roma in prestito da aprile a maggio come esemplare del momento napoletano del pittore. Un prestito però a buon rendere?
É qui che è scattata la polemica perchè l’opera, iniziata a Napoli nel 1607 e completata durante il secondo breve soggiorno dell’artista nel 1609, si trova al museo di Capodimonte dopo che per tre volte avevano tentato di trafugarla dall’altare della cappella de Franchis nella chiesa di San Domenico Maggiore.
“Doveva essere un prestito di norma – dice Spinosa -, ma è arrivata una lettera che mette in discussione la restituzione dell’opera a Capodimonte”, in quanto la tela non è di proprietà del Ministero dei Beni Culturali, ma del Ministero dell’Interno e dipende dal FEC – Fondo Edifici di Culto. E proprio per questo avanza minacciosa l’ombra di un’eventuale destinazione distante dal museo campano.
La nuova soprintendente Lorenza Mochi Onori calma le acque, rassicurando che “la Flagellazione tornerà a Napoli, non c’è motivo di dubitarne” e “se il rischio di non tornare fosse concreto – completa Antonio Bassolino, presidente della Regione e main sponsor di Ritorno al barocco – Caravaggio non andrebbe via da qui”.
Non rimane che attendere gli eventi: nel frattempo la frecciata di Spinosa – “i ventimila euro concessi dal Ministero per i Beni e le attività culturali basteranno forse per stampare qualche brochure” – suona come un’altra questione da risolvere sul ring… (irene tedesco)
[exibart]











