18 dicembre 2009

Artista-tronista in Corso Como. Per uno shopping prenatalizio anti cocaina…

 

di

Diego ConteQuattro installazioni di forte impatto emotivo dall’ambivalente titolo Due righe su Milano, che non mancheranno di far discutere su un argomento di grande attualità nel capoluogo lombardo. Ambivalente? Sì, perché le “righe” in questo caso vogliono essere riferite alla cocaina, ed alle sue modalità di assunzione…
Parte da corso Como, cuore della movida milanese, questa forte provocazione artistica contro l’uso di cocaina, nata dalla volontà dei Pubblici Esercizi dell’elegante via, concretizzatasi attraverso l’interpretazione artistica di Diego Conte. Artista, ma personaggio televisivo noto al grande pubblico come ex tronista di Maria De Filippi e protagonista de La Talpa.
Ho dato vita – spiega l’artista – a quattro diverse installazioni che ricreano situazioni molto forti e che sicuramente non passeranno inosservate. Il linguaggio stilistico è tagliente, incisivo e di grande impatto emotivo. Sono opere che rappresentano diversi momenti di uso di cocaina che non coinvolgono solo i giovani ma che vanno a toccare realtà differenti, a prescindere dall’età e dai ceti sociali”.






Sabato 19 e domenica 20 dicembre 2009
Corso Como – Milano
Info:
duerighesumilano@libero.it

[exibart]

4 Commenti

  1. a parte l’ipocrisia senza ritegno, ma ne avevamo proprio bisogno dell’ennesimo tronista-esibizionista-fancazzista e pure artista?!

  2. VAI A LAVORARE !!!!!!!
    Sono stato fra i fortunati che hanno visto al lavoro nella mia Torino due “veri” artisti milanesi come Bros e Tommaso Lipari – passione, contenuti, duro lavoro ….
    Diego Conte artista ? Ma fatemi il piacere ….

  3. Se ce ne fosse stato ancora bisogno questa è l’ennesima dimostrazione del valore dell’arte contemporanea:bluff,presenzialismo abbinati ad una forte componente diimmagine d’impatto sul grande pubblico,quello che fa numero e richiama audience e quindi sponsor.Vendono un prodotto,uno qualsiasi,l’imoprtante è avere visibilità.Ma per favore non chiamiamola Arte,ma marketing(o marchetting?)

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