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Nonostante una forte contrazione dei proventi dovuta alla crisi finanziaria, le erogazioni deliberate sono diminuite solo del 2,1 per cento. Fra i venti settori ammessi dalla legge, al primo posto si conferma quello denominato “Arte, attività e beni culturali”, con una quota del 30,6 per cento, stabile rispetto all’anno precedente. In questo settore l’ambito principale di intervento è quello della “Conservazione e valorizzazione dei beni architettonici e archeologici”, con un 32,6 per cento sul complesso delle erogazioni al settore.
Se dunque le fondazioni di origine bancaria fanno tutto sommato abbastanza, quelle che non fanno sono le altre grandi aziende italiane. Cosa fa Eni, che è una delle più grandi aziende del mondo? Cosa fa Finmeccanica? Cosa fa Fiat, dopo aver mollato Palazzo Grassi? Cosa fa Benetton? Purtroppo molto poco…
[exibart]











