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Dopo aver preso parte alla Seconda Guerra Mondiale, Noland frequentò il famoso Black Mountain College, l’alternativa scuola che ha formato molti membri dell’avanguardia americana del dopoguerra, fra i quali Merce Cunningham, Robert Rauschenberg, John Cage.
Influenzato dagli “stain” paintings di Morris Louis, l’artista sviluppò il suo linguaggio astratto basato su forme concentriche e sull’uso di “chevrons”, motivi che avrebbe utilizzato per tutta la sua carriera. Sul finire degli anni ’50 espose alla galleria di Tibor de Nagy di New York, sede fondamentale per gli sviluppi della seconda generazione di pittori dell’Espressionismo Astratto.
La consacrazione ed il successo internazionale vennero definitivamente nel 1964, quando Noland fu fra i rappresentanti degli Stati Uniti a quella fondamentale edizione della Biennale di Venezia.
[exibart]












MI dispiace! x me era una grande…..!
La perdita di un grande poeta dell’arte contemporanea reca sempre un grande disappunto , per l’uomo e per l’artista. L’arte contemporanea, questo oggetto del desiderio, rimane orfana di uno dei suoi più grandi talenti e dopo?….non vedo molto oltre le banalità proposte e riproposte che riescono solo a far confusione; di fatto, l’arte contemporanea non “ESISTE”nei pensieri degli italiani. Di chi la colpa?credo dei “BARBARI” che decidono per noi.
una triste notizia, un artista eccezionale