Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1

ABO solo show durante la presentazione del terzo Festival dell’arte contemporanea di Faenza. Il grande critico appare a sorpresa dopo alcuni minuti dall’inizio della presentazione e, forse frastornato dalle torme di visitatori del sabato pomeriggio – code praticamente come all’inizio dei saldi -, si propone in un curioso siparietto con Angela Vettese.
Non ricordando né il tema della terza edizione (Opere – Works ndr), né il luogo dove si sarebbe svolta, Bonito Oliva rifiuta di sedersi e partecipare alla discussione e si congeda dalla platea con un imbarazzante lapsus: “Ci si vede a Forlì”, per poi riprendersi elogiando la manifestazione come un laboratorio per l’arte contemporanea e proponendo uno slogan assolutamente efficace: “Tutti a Faenza dove la critica finalmente pensa!”. (chiara di stefano)
[exibart]












peccato..da giovane non era cosi….
Questo succede quando ormai si straborda…Achille Bonito Oliva è ormai diventato come il Pippo Baudo di qualche anno fa..dalle alpi alle piramidi,non c’è regione italiana che si salva!! Lo trovi ovunque…spazi pubblici,musei,festival,fiere….e questo è alle volte il risultato!
Fantastico, ad Artfirst c’è il restaurant, c’è il bar e ora c’è anche la “friggitoria d’aria” di ABO orseDDo caBo
Caro Luca
non sono potuto essere a bologna ma ho appena finito di ascoltare la registrazione dell’incontro. Sono d’accordo con Cavallucci. Anzi, penso che la tua parte “artistica” (i cui bordi sono fusi e confusi con il resto, perchè no una forma di arte come critica del presente???) sia ancora più complessa ma allo stesso tempo “semplice” e fruibile. Questi tuoi detrattori hanno mai visitato un tuo progetto? Non credo. E vedi allora che dici bene (come ha ricordato anche Cavallucci) quando parli di superficilità di fruizione? Questo ti dà la misura della profondità e dell’attualità dellla tua operazione. Continua su questa strada.
e-mail firmata
Hai colto un punto di vista inedito. Ma è esattamente così. Viviamo una profonda superficialità e medicorità di fruizione. Guarda cosa è successo alla presentazione del festival di faenza. Abo pensava fosse a forlì, , non ne conosceva il tema, ha fatto una serie di gaffe. Questo perchè Abo proveniva da un bombardamento di contenuti standard e omologati.Nella sua condizione ci siamo tutti noi. Per prestare attenzione abbiamo bisogno di farci condurre dall’istituzione blasonata.Esattamente come accade in alta finanza dove alcuni operatori blasonati hanno consigliato delle fregature ai ruisparmiatori. Esattamente come nel mercato dell’arte contemporanea. Dove sono i giovani artisti di ieri? E mi fermo.
c’è tanta neve fuori e dentro la fiera e purtroppo a una certa età se ne risente…
uno slogan geniale, si potrebbe dire però anche “arrivederci sull’Isonzo, dove il critico è un po’ str****”!
chi è senza…..età, scagli la prima pietra!
immagino che, con la medesima lucidità, ABO ha redatto perizie e garanzie per l’acquisizione delle opere d’arte al museo madre…
com’era quella vecchia canzone di eric clapton?
Propongo la lettura di:
“Come ottenere il successo in arte” di
Tom Wolfe – Umberto Allemandi & C. editore
Un po’ datato ma ancora attuale :-)))