31 gennaio 2010

Da Bologna: ABO distratto e frettoloso, Faenza non è Forlì…

 

di

Bonito Oliva show ad Arte Fiera
ABO
solo show durante la presentazione del terzo Festival dell’arte contemporanea di Faenza. Il grande critico appare a sorpresa dopo alcuni minuti dall’inizio della presentazione e, forse frastornato dalle torme di visitatori del sabato pomeriggio – code praticamente come all’inizio dei saldi -, si propone in un curioso siparietto con Angela Vettese.
Non ricordando né il tema della terza edizione (Opere – Works ndr), né il luogo dove si sarebbe svolta, Bonito Oliva rifiuta di sedersi e partecipare alla discussione e si congeda dalla platea con un imbarazzante lapsus: “Ci si vede a Forlì”, per poi riprendersi elogiando la manifestazione come un laboratorio per l’arte contemporanea e proponendo uno slogan assolutamente efficace: “Tutti a Faenza dove la critica finalmente pensa!”. (chiara di stefano)

[exibart]

10 Commenti

  1. Questo succede quando ormai si straborda…Achille Bonito Oliva è ormai diventato come il Pippo Baudo di qualche anno fa..dalle alpi alle piramidi,non c’è regione italiana che si salva!! Lo trovi ovunque…spazi pubblici,musei,festival,fiere….e questo è alle volte il risultato!

  2. Caro Luca

    non sono potuto essere a bologna ma ho appena finito di ascoltare la registrazione dell’incontro. Sono d’accordo con Cavallucci. Anzi, penso che la tua parte “artistica” (i cui bordi sono fusi e confusi con il resto, perchè no una forma di arte come critica del presente???) sia ancora più complessa ma allo stesso tempo “semplice” e fruibile. Questi tuoi detrattori hanno mai visitato un tuo progetto? Non credo. E vedi allora che dici bene (come ha ricordato anche Cavallucci) quando parli di superficilità di fruizione? Questo ti dà la misura della profondità e dell’attualità dellla tua operazione. Continua su questa strada.

    e-mail firmata

    Hai colto un punto di vista inedito. Ma è esattamente così. Viviamo una profonda superficialità e medicorità di fruizione. Guarda cosa è successo alla presentazione del festival di faenza. Abo pensava fosse a forlì, , non ne conosceva il tema, ha fatto una serie di gaffe. Questo perchè Abo proveniva da un bombardamento di contenuti standard e omologati.Nella sua condizione ci siamo tutti noi. Per prestare attenzione abbiamo bisogno di farci condurre dall’istituzione blasonata.Esattamente come accade in alta finanza dove alcuni operatori blasonati hanno consigliato delle fregature ai ruisparmiatori. Esattamente come nel mercato dell’arte contemporanea. Dove sono i giovani artisti di ieri? E mi fermo.

  3. immagino che, con la medesima lucidità, ABO ha redatto perizie e garanzie per l’acquisizione delle opere d’arte al museo madre…

  4. Propongo la lettura di:

    “Come ottenere il successo in arte” di
    Tom Wolfe – Umberto Allemandi & C. editore
    Un po’ datato ma ancora attuale :-)))

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